Qualche giorno fa si è consumata l’ennesima tragedia, un immigrato ha pugnalato a morte un lavoratore, un ferroviere, un Capo Treno, che aveva appena finito il proprio turno di lavoro.
Quando si parla di immigrazione come fenomeno negativo, i sostenitori favorevoli, per giustificarla, in genere controbattono con tre argomenti, gli italiani sono stati migranti, l’adesione al cristianesimo, il razzismo.
Gli italiani, non sono mai emigrati illegalmente, sono emigrati in luoghi dove vi era richiesta di lavoratori, non avevano nessuna agevolazione di benessere e mantenimento nell’essere accolti, in qualità di emigrati non avevano sconti dinnanzi ai Tribunali di Giustizia. Il fenomeno migratorio italiano nasce in contesti e situazioni di stravolgimenti sociali, politici, economici, finanziari, persecuzione e morte.
La gravità della situazione fu tale da spingere papa Leone XIII a intervenire direttamente. Nel 1888, con l’epistola Quam aerumnosa et calamitosa, il Pontefice denunciò apertamente le sofferenze degli emigranti italiani, vittime di sfruttatori senza scrupoli, trattati in modo inumano durante il reclutamento, il trasporto e l’impiego lavorativo. Il Papa sottolineò come questi emigranti, spinti dalla necessità di sopravvivenza, cadessero nelle mani di intermediari che li privavano della dignità umana, inducendoli a un progressivo abbrutimento morale e materiale. Il testo richiama inoltre il dolore collettivo di un popolo costretto a separazioni definitive, evocando le scene strazianti delle partenze dai porti italiani e il lutto silenzioso di famiglie spezzate.
A fronte di questa tragedia, l’autore accusa duramente il Governo italiano dell’epoca, guidato da figure come Adriano Lemmi, e le istituzioni preposte all’emigrazione, giudicate sostanzialmente inerti e incapaci di tutelare i cittadini italiani all’estero. In particolare, viene messa sotto accusa la Massoneria italiana, che secondo il testo non solo non intervenne in difesa degli emigranti, ma avrebbe addirittura tratto profitto dalla loro miseria.
A sostegno di questa accusa viene citata una testimonianza del 1890 di Celso Cesare Moreno, pubblicata sul periodico L’Elettrico, in cui si denunciano presunti traffici illeciti legati all’emigrazione, complicità tra funzionari statali, consoli e intermediari privati, e vere e proprie pratiche di “tratta di esseri umani”. Secondo questa fonte, gli emigranti italiani sarebbero stati sfruttati economicamente, le loro eredità depredate, e l’immagine ufficiale dell’Italia all’estero gravemente compromessa. Il testo ricorda inoltre che Lemmi fu Gran Maestro della Massoneria italiana tra il 1885 e il 1896, suggerendo un legame diretto tra potere politico, massoneria e sfruttamento degli emigranti.
L’autore si interroga quindi sulle ragioni del silenzio e dell’inazione della Massoneria, ipotizzando che essa abbia favorito l’emigrazione per sostenere interessi economici e ideologici transnazionali, in particolare negli Stati Uniti, descritti come una presunta “terra promessa” bisognosa di manodopera e di individui facilmente influenzabili dal punto di vista ideologico.
Il fenomeno migratorio viene infine interpretato in una chiave filosofica e religiosa più ampia. L’emigrazione di massa è ricondotta alle correnti culturali del XVIII secolo, in particolare al deismo e al panteismo, considerati tratti tipici della mentalità massonica. Tali correnti avrebbero prodotto una “perdita del centro” spirituale dell’uomo, separando il divino dall’umano e riducendo l’essere umano a una dimensione puramente materiale. In questo quadro si inserisce anche un riferimento alla dottrina calvinista della predestinazione, che avrebbe legittimato l’identificazione del successo economico con l’elezione divina, favorendo l’esaltazione del lavoro, della ricchezza e del profitto.
Secondo l’autore, questa visione del mondo avrebbe contribuito allo sfruttamento sistematico dell’uomo nell’epoca della Rivoluzione Industriale, trasformando la manodopera in una merce da spostare a piacimento tra Paesi e continenti mediante false promesse di benessere e progresso, culminando così in una delle più dolorose pagine della storia sociale italiana.
Cosa dice il cristianesimo in merito all’immigrazione?
Gesù con la sacra famiglia, per sfuggire alla persecuzione e la morte, dalla Palestina emigrò in Egitto, scampato il pericolo ritornò in Palestina!
Prima Lettera di san Paolo a Timoteo 5:8
“se uno non provvede ai suoi, e in primo luogo a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un incredulo".
San Tommaso d’Aquino:
“Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra. E rispetto all’uno e all’altro la legge contiene giusti precetti”.
S. Tommaso: “E questo perché, ammettendo degli stranieri a trattare i negozi della nazione, potevano sorgere molti pericoli; poiché gli stranieri, non avendo ancora un amore ben consolidato al bene pubblico, avrebbero potuto attentare contro la nazione”.
Noè, la maledizione di Cam da cui discendono i negri
Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; allora disse: "Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!". E aggiunse: "Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet ed egli dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!". (Libro della Genesi, 9:24-27)
Nella Bibbia Edizioni Paoline del 1958, curata dall'esegeta Giuseppe Ricciotti, i Camiti erano identificati con le popolazioni africane, i Semiti con le popolazioni asiatiche e i discendenti di Jafet con gli europei.
papa Pio IX esortava tutti i credenti a pregare affinché fosse scongiurata la maledizione di Noè pendente sull’Africa.
Anche Sant'Agostino, uno dei più importanti Padri e Dottori della Chiesa, richiamerà tale maledizione: "Ma a far sì che una persona divenisse schiava di un'altra persona è stato il peccato o l'avversità: il peccato, come è detto: Sia maledetto Canaan! Schiavo sarà dei suoi fratelli (Gn 9,25)" e "Si deve capire che a buon diritto la condizione servile è stata imposta all'uomo peccatore. [...] Perciò in nessun testo della Bibbia leggiamo il termine "schiavo" prima che il giusto Noè tacciasse con questo titolo il peccato del figlio [...] Dunque prima causa della schiavitù è il peccato per cui l'uomo viene sottomesso all'uomo con un legame di soggezione, ma questo non avviene senza il giudizio di Dio, nel quale non v'è ingiustizia".
RAZZISMO
Pubblicato il 19 agosto 1977 sul Corriere della Sera. L'editoriale commentava una notizia di Romano Prodi ritenuta dal futuro premier del centrosinistra davvero molto preoccupante:
- a Reggio Emilia erano stati appena censiti 115 lavoratori arabi. Centoquindici, capite? Un dramma nella pacifica terra dell'aceto balsamico. Titolo della pagina: «Quando il Professore non voleva i negri». “Non aprite le porte ai negri”. Diceva proprio: «negri». E domandava: con tutti i problemi che abbiamo dobbiamo aggiungere quelli di una «difficile convivenza razziale»? E poi, ancora, insisteva: «Vogliamo proprio aprire le porte ai lavoratori stranieri» con tutti i disoccupati italiani che ci sono?
Del resto, come si sa, ognuno in gioventù ha avuto le sue debolezze. Giorgio Bocca e Alcide Degasperi pubblicavano scritti antiebraici, Fo dava la caccia ai partigiani, Ingrao diventò «poeta di Mussolini» con una composizione epica sulla bonifica delle paludi pontine: si può forse accusare Prodi per essere stato un po' razzista contro i negri?
Qualche anno fa è stato pubblicato in America il libro dal titolo Game Change (autori John Heilemann & Mark Halperin) , che riporta le affermazioni disprezzanti (altro che razzismo) di Bill Clinton riferendosi a Barak Obama: «Qualche anno fa questo individuo avrebbe potuto solo portarci il caffè». Dallo stesso libro si può anche leggere il pensiero dell'attuale leader democratico del Senato, Harry Reid, nei confronti dell'allora senatore Obama: «Non parla come un negro, a meno che non lo voglia».
È che dire della contrarietà al multiculturalismo e l'islam del politologo Giovanni Sartori (Corriere della Sera 20 dicembre 2009) linea sposata anche da Francesco Rutelli ( Il Giornale - martedì 5 gennaio 2010 )!
Detto questo ritengo doverosa una premessa, perchè ogni volta che si parla di immigrazione inevitabilmente si scade nel tanto grossolano, sommario e ideologico abusato termine/fenomeno razzismo/ razzista!
In epoche diverse i filosofi Cartesio, David Hume e Johann Gottlieb Fitche sostenevano che la realtà era frutto di una immaginazione collettiva, concetto contrario a quello insegnato e tramandato da altri illustri filosofi, vedi Platone, Aristotele, Socrate, Sant’Agostino, Sant’Tommaso; negare la varietà di “razze” umane sarebbe irrazionale (ma comodo) tanto quanto la convinzione di Hume e Cartesio in merito all’<<immaginazione collettiva>>. (Oggi potremmo parlare di gruppi etnici) L’idea di superiorità razziale (quando una razza domina o schiavizza un’altra razza giustificandosi), diverso dal concetto di varietà di razze, nasce e viene coltivato in ambienti illuministici anglosassoni: vedi risvolti storici. Tant’è, in breve, che la teoria Darwinista sostiene che solo gli organismi più forti danno continuità alla specie, e che tutto muta (mutazione non è sinonimo di adattamento) subendo il condizionamento dell’ambiente nel quale vive. È nell’era dei lumi che affonda le radici l’irrazionale e innaturale idea di presunte razze superiori, aiutata dalle super-coscienze storiche. Mai nella storia dell’uomo concetti di supremazia razziale hanno avuto spazio; le guerre tra popoli spesso hanno visto contrapporsi “consanguinei” e medesime confessioni religiose per motivi di stato o, meglio, di potere, ma ufficialmente richiamandosi a concetti e affermazioni di civiltà più evolute, rispetto ad altre retrograde, considerate barbare. Mai nessun uomo veniva disprezzato per l’origine etnica. Solo un popolo, dall’antichità ad oggi, vanta una superiorità che oltrepassa l’aspetto razziale ed è quella giudaica. Infatti, secondo il testo sacro degli “eletti”, il Talmud, tutti i non ebrei sono considerati goym, cioè animali, bestie, un’altra specie; Spesso, volutamente si confonde il razzismo con la discriminazione. Tutti possono essere vittime di discriminazione, “c'è chi si permette di giudicare chi può o non può essere presentabile in liste elettorali”, perchè la malafede dell’avversario ha posato l’onta. Manifestazioni di razzismo e di discriminazione sono esecrabili ed ignobili, sintomo di debolezza e impotenza. - “Quando Dio si è incarnato nella seconda persona ha scelto una razza, non credo che scegliendo di incarnarsi in uomo di razza bianca abbia discriminato i neri o i gialli! “.
Un’altra forma di discriminazione molto praticata in certi ambienti moralisti è lo snobismo di chi si erge a saccente censore, contraddistinto dalla presunzione tipica dei catto comunisti e neo comunisti, i quali vittime del loro stesso conformismo, escludono a priori chi non condivide o contraddice le loro “erudite” posizioni, bollandolo come ignorante, cercando di metterlo in disparte nell’atto sacro della discussione pubblica.
Ma questo atteggiamento non deve meravigliare, perchè si spiegano con estrema semplicità alla luce delle trame ordite in strutture/templi extra governative.
Benjamin Disraeli già (1868) primo ministro del Regno Unito, come parte in causa ebbe a dire:” Il mondo è governato da persone ben diverse da quelle immaginate da chi non conosce i retroscena”. Cosa volle dire Disraeli, lo spiega qualche tempo dopo un altro eminente massone, Paul Warburg: “ Lo si voglia o no, noi avremo un governo mondiale. La sola questione che si pone è da sapere se tale governo mondiale sarà stabilito per consenso o per conquista. Uno tra gli strumenti più efficace per arrivare a tale fine è senza ombra di dubbio l'imbastardimento delle culture, delle religioni e delle razze!
Come osservava il massone Raymond Abellio, pseudonimo adottato nel dopo guerra da Georges Soulès, a firma di una produzione letteraria tutta intrisa di occultismo, astrologia e gnosi: “ la nostra epoca di mass – media trasforma la soggettività della Storia, che per lungo tempo non fu un problema che per i filosofi, vale a dire di un numero piccolo, in strumento universale per violare e plasmare la coscienza delle folle e, di conseguenza, in fattore politico essenziale e primario”.
É impressionante l'impegno profuso in questo senso dai mass – media a dalle reti televisive a livello planetario: come al solito chi paga il pifferaio sceglie la musica. Brock Chisholm, ex direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità USA Magazine 12.08.1955: “ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e incentivare i matrimoni misti, e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un'autorità centrale”.
Uno dei padri della Sinarchia europea, il massone d'alto grado Coudenhove Kalergi, fondatore della Paneuropa, che nel suo primo libro Praktischer Idealismus vaticinava: “L'uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità”.
Il rabbino canadese Abraham Feinberg, sulla Maclean's Review, una rivista di Toronto, scrive: “La sola soluzione ai conflitti razziali è il matrimonio misto. É dunque urgente che la legge incoraggi la mescolanza del sangue poiché il richiamo deliberato ai matrimoni interrazziali è il solo modo di accettare il processo per eliminare totalmente i pregiudizi razziali e quindi le razze separate”. Questo folle quanto innaturale sovvertimento auspicato, anzi imposto, alla civiltà europea, ma sono altri la concezione e l'insegnamento riservati alla gioventù ebraica. É eloquente quel che si è letto, a cura del National Committee for Furtherance of Jewish Education, sul New York Times: “ I matrimoni misti sono suicidio nazionale e personale. Il mezzo più sicuro per distruggere un popolo è farlo sposare al di fuori della sua fede... Uomini e donne sono certi di perdervi la loro identità. I valori ed i principi che tanto hanno contribuito alla cultura ed alla civiltà contemporanea scompariranno dalla faccia della terra. L'esperienza accumulata in tre mila anni, il ricco retaggio di un popolo, tutto ciò che è assolutamente vostro, sarà indegnamente annientato. Che pena! Che disastro! Che Vergogna!”.
In tal senso il Tempio di Satana al fine di realizzare e concretizzare il progetto etnocida ha compiuto inarrestabili passi da gigante. “Adozioni, no a scelte su base razziale!” - continua: la procura della Cassazione contro le coppie che discriminano! Ebbene sì, una Coppia che decide di adottare un bambino non può sceglierlo, ma è costretto ad avere un bambino imposto. Il virtuoso principio che verrebbe calpestato nella scelta specifica di un bambino è il diritto di uguaglianza dei bambini. Uguaglianza è un termine largamente abusato, in quanto la nostra società si (de)struttura nella totale disuguaglianza! La società dittatoriale democratica che ci è stata imposta dalla plutocrazia anglo americana e estrania ai concetti di meritocrazia e carità, ma impregnata fino all'osso del concetto ideologico della predestinazione (calvinismo/talmudismo), dunque il termine uguaglianza ha significato solo per gli affiliati alle “Logge”, dunque ancora una volta la tanto pretesa uguaglianza di pochi, calpesta un valore inalienabile di tutti gli uomini, cioè la LIBERTà! Libertà di scegliere un bambino secondo coscienza, ragionevolezza e amore, contro la volontà assolutista ideologizzata egalitaria! Un bambino è legato ai suoi genitori, dal sangue, dallo stesso popolo la loro cultura e religione. Nell'adozione di un bambino, venuto meno il legame di sangue, per uno sviluppo sereno ed equilibrato e assolutamente necessario che non vengano a mancare i requisiti naturali restanti, ovvero stessa appartenenza etnica, culturale e religiosa! Non mi dilungo in aspetti, psicologici, pedagogici, sociologici e psichici, perché mi porterebbero lontano, rischiando di stimolare qualche solerte pubblico ministero che troverebbe opportuno applicarmi la legge Mancino ( a proposito di libertà!)!
Un uomo senza radici, senza riferimenti, senza terra, senza uno scopo nella vita diverso dal piacere e dall' accumulo di ricchezza fine a sé stessa: esattamente il prototipo ricercato dai dominatori occulti (ormai non troppo occulti)! Infatti, un uomo di questo tipo sarebbe un docile burattino, le cui pretese non travalicherebbero le necessità biologiche, si accontenterebbe del suo “foraggio” giornaliero e di un cantuccio dove trascorrere il tempo. Sicuramente non avrebbe in sé una forza d'animo, un forte carattere il coraggio necessario per reagire o ribellarsi ad un Sistema Totalitario, Tecnocratico e senza Dio! La civiltà del caos a spese dell'ordine e della chiarezza, della bellezza e dell'armonia che sono alla base della concezione naturale cristiana della vita. Preciso che il governo di centro destra (PDL + AN + Lega Nord) nell' anno 2002-2003 regolarizzò all’incirca 630mila stranieri. Oggi i metodi non sono cambiati, infatti chi si fosse illuso che la Lega Nord avrebbe arrestato l'invasione di immigrati rimarrà deluso, perché nell'anno 2008 il ministro dell'interno Maroni in accordo con il ministro Sacconi hanno regolarizzato altri 170mila stranieri; gli STESSI, non paghi, per l'anno 2009 e il 2010 avevano programmato una nuova moratoria, che prevedeva la regolarizzazione di nuovi 750 mila lavoratori immigrati. Il governo Meloni, dopo i 450mila del triennio 2023-2025, ha varato il nuovo decreto flussi che stabilisce 164.850 quote per il 2026, 165.850 per il 2027 e 166.850 per il 2028. A colpi di moratorie riempiono il suolo patrio di musulmani, quando invece con falsa sfrontatezza si ergono a paladini della nostra santa religione cristiana! E che dire della ratifica de Trattato di Lisbona? Trattato che introduce le stesse logiche ultracapitaliste proprie della Bolkestein, supera la costituzione italiana, impone leggi a tutela dei "diritti" all' eutanasia ed ai matrimoni gay, con il relativo permesso di adozione di bambini. Si, reintroduce la pena di morte, condanna che potrà essere applicata in caso di "imminente minaccia di guerra se si verifichino delle rivolte civili". Lo hanno votato tradendo la Patria, i lavoratori e le libertà dei cittadini!
"La mescolanza delle genti è causa dei mali delle città" - Dante Alighieri, Divina Commedia XVI canto del Paradiso
Emilio Giuliana