Tra molte cose inutili, di tanto in tanto la paranoia di paranoici, si spinge alla revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini (premetto che la cittadinanza onoraria decade alla morte della persona che ne era stato insignito); Notizia di questi giorni, anche a Trento è stata sollevata la necessità di revocare la cittadinanza onoraria del fu Duce (faccio notare, che tra gli affreschi del consiglio comunale di Trento risalta in bella vista l’enorme testone di Benito Mussolini, così come la figura di Dante Alighieri, fascista ante litteram "...Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida! ..." Paradiso, Canto V).
Probabilmente l’humus in-culturale, dove poggia la logica dell’inutile e paranoico, nasce e cresce in un odio tramandato da accadimenti drammaticamente bestiali, che può avere avuto origine da una storia atroce, orrenda, cannibale, definita "macelleria messicana a Piazzale Loreto" Ferruccio Parri vicecomandanti del CVL -Corpo Volontari della Libertà-.
Questa è la tesi più probabile che viene avvalorata da Giorgio Pisano nel suo libro “Gli ultimi cinque secondi di Mussolini”, ed. Il Saggiatore, 1996, che elenca alcune testimonianze in tal senso ed in particolare quella di un medico legale (di cui si mantiene riservata l’identità per motivi di sicurezza personale) che avrebbe assistito all’esame autoptico di Mussolini ed anche ispezionato il cadavere della Petacci che testualmente dichiara: “posso affermare con certezza che la morte dei due non è avvenuta così come l’hanno raccontata, ossia per fucilazione. Premetto che i due al momento del decesso erano nudi, in quanto le ferite (di proiettile) riportate sulla pelle nuda sono differenti da quelle provocate su dei corpi vestiti; inoltre era visibile una vasta zona di ematoma alla base del collo di entrambi; la Petacci presentava varie ferite ano-vaginali; si pensò che le fosse stato introdotto negli orifizi un bastone o un manico di scopa così violentemente da provocarle emorragie interne gravissime. All’intero della zona vaginale e anale, furono trovate tracce di liquido seminale, facendo presumere che si trattò di uno stupro di gruppo. Anche il duce non fu risparmiato, venne violentato e seviziato con l’ausilio di un bastone. Del fatto che i due erano nudi al momento del decesso non vi sono dubbi, in quanto le ferite (di proiettile) su di un corpo nudo sono riconoscibili, poi i fori dei proiettili sui corpi non corrispondevano ai fori dei proiettili sui vestiti. Inoltre, era risaputo che Mussolini avesse la gamba sinistra più corta della destra, e negli stivali, al momento dell’esame autoptico non c’era il rialzo di due centimetri che lui usava abitualmente, oltre al fatto che gli stivali non erano della sua misura.
Riguardo alle cause della morte per soffocamento non ci sono dubbi, anche se furono determinanti le emorragie interne causate dalle sevizie”.
Da quanto sopra scritto emerge l’importanza storica e criminologica generale dello studio della scena del delitto dell’uccisione di Mussolini e della Petacci, che, per quanto potenzialmente inquinata dal particolare e inquietante frangente storico della lotta partigiana contro l’invasore tedesco e le forze repubblicane di Salò, ci offre ancor oggi uno spaccato dell’importanza della criminologia storica, come già ricordato da Benedetto Croce, che può essere un’anticipazione dello studio della scena del delitto odierna, assai più sofisticata rispetto a quei tempi e a quelle circostanze (si pensi, per esempio, alle indagini sul DNA, assolutamente sconosciute a quell’epoca) che permette l’accertamento scientifico delle modalità dell’azione delittuosa e l’identificazione genetica del suo autore.
Di Gianfranco De Castro Medico legale — criminologo e Roberto Thomas Docente di criminologia alla Sapienza — Università di Roma Magistrato emerito» (La criminologia storica e la morte di Benito Mussolini e Clara Petacci, POLIZIA PENITENZIARIA-SAPPE Organo Ufficiale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, https://www.poliziapenitenziaria.it/public-post-blog-la-criminologia-storica-e-la-morte- di-benito-mussolini-e-clara-petacci-3613-asp/).
Emilio Giuliana