- Luigi Carissimi Priori, ex capo dell’ufficio politico della questura di Como, dichiarerà di aver consegnato il plico contenente le 62 lettere al presidente del consiglio Alcide Degasperi resistendo ad una offerta di 100 mila sterline di alcuni agenti segreti inglesi. Pag . 1506
- Ma ritorniamo a Piazzale Loreto ed ad una certa vulgata pateticamente antifascista che vuole vergognosamente giustificare la macabra esposizione con vilipendio dei cadaveri fascisti e di Mussolini e la Petacci il 29 aprile 1945 con la cosiddetta “Strage di Piazzale Loreto” del 10 agosto 1944, definita «eccidio nazifascista» ai danni di prigionieri prelevati dal carcere di San Vittore; in sostanza quindici partigiani furono fucilati da militi del gruppo Oberdan della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti della RSI, per ordine del Comando di sicurezza nazista, e i loro cadaveri vennero esposti al pubblico senza alcun vilipendio o offesa ai corpi a differenza "di ciò che accadde a Mussolini ed alla sua amante. Questo cosiddetto eccidio del 10 agosto 1944 fu causato da un attentato, di cui nessuno vuol parlare, avvenuto l’8 agosto 1944 da elementi ignoti (gappisti o sappisti) che compirono una strage terroristica con due ordigni esplosivi contro un camion tedesco (targato WM 111092) parcheggiato in viale Abruzzi a Milano. Pag. 1519
- L’SS Theo Saevecke, ritenuto esecutore dell’”eccidio” di piazzale Loreto, pensionato dal 1971 dopo aver prestato i propri servigi alla CIA (1948) e aver percorso una brillante carriera nella polizia di Bonn. Pag. 1536
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«C.V.L.
COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE
I DIV. AUT. VAL. CHISONE - A. SERAFINO
COMANDO
Segreta
Ogg. Disposizioni sul trattamento da usare contro il nemico
Al Com.te Brigata M. Albergian. E.I.
Al Com.te Brigata Val Dora
Ricevo e trasmetto le disposizioni avute dal C.V.L. nei riguardi del nemico:
Gli appartenenti alle Brigate Nere alla Folgore, Nembo, Xa Mas e tutte le truppe volontarie sono considerati fuori legge e condannati a morte. Uguale trattamento sia usato anche ai feriti di tali reparti trovati sul campo. Abituato a non discutere gli ordini che ricevo non tollererò infrazione al riguardo. I Com. di Brigata diano disposizioni ai loro Uff. e così via in merito. Da tale trattamento sono esclusi gli Alpini della M.R. (Monte Rosa, N.d.R.) ad eccezione degli Uff. superiori e dei volontari. In caso che si debbano fare dei prigionieri per interrogatori ecc, il prigioniero non deve essere tenuto in vita entro le tre ore.
Il C. DI DIVISIONE Maggiorino Marcellin
Pag. 1544
- Questa è la tesi più probabile che viene avvalorata da Giorgio Pisano nel suo libro “Gli ultimi cinque secondi di Mussolini”, ed. Il Saggiatore, 1996, che elenca alcune testimonianze in tal senso ed in particolare quella di un medico legale (di cui si mantiene riservata l’identità per motivi di sicurezza personale) che avrebbe assistito all’esame autoptico di Mussolini ed anche ispezionato il cadavere della Petacci che testualmente dichiara: “posso affermare con certezza che la morte dei due non è avvenuta così come l’hanno raccontata, ossia per fucilazione. Premetto che i due al momento del decesso erano nudi, in quanto le ferite (di proiettile) riportate sulla pelle nuda sono differenti da quelle provocate su dei corpi vestiti; inoltre era visibile una vasta zona di ematoma alla base del collo di entrambi; la Petacci presentava varie ferite ano-vaginali; si pensò che le fosse stato introdotto negli orifizi un bastone o un manico di scopa così violentemente da provocarle emorragie interne gravissime. All’intero della zona vaginale e anale, furono trovate tracce di liquido seminale, facendo presumere che si trattò di uno stupro di gruppo. Anche il duce non fu risparmiato, venne violentato e seviziato con l’ausilio di un bastone. Del fatto che i due erano nudi al momento del decesso non vi sono dubbi, in quanto le ferite (di proiettile) su di un corpo nudo sono riconoscibili, poi i fori dei proiettili sui corpi non corrispondevano ai fori dei proiettili sui vestiti. Inoltre, era risaputo che Mussolini avesse la gamba sinistra più corta della destra, e negli stivali, al momento dell’esame autoptico non c’era il rialzo di due centimetri che lui usava abitualmente, oltre al fatto che gli stivali non erano della sua misura.
Riguardo alle cause della morte per soffocamento non ci sono dubbi, anche se furono determinanti le emorragie interne causate dalle sevizie”.
Da quanto sopra scritto emerge l’importanza storica e criminologica generale dello studio della scena del delitto dell’uccisione di Mussolini e della Petacci, che, per quanto potenzialmente inquinata dal particolare e inquietante frangente storico della lotta partigiana contro l’invasore tedesco e le forze repubblicane di Salò, ci offre ancor oggi uno spaccato dell’importanza della criminologia storica, come già ricordato da Benedetto Croce, che può essere un’anticipazione dello studio della scena del delitto odierna, assai più sofisticata rispetto a quei tempi e a quelle circostanze (si pensi, per esempio, alle indagini sul DNA, assolutamente sconosciute a quell’epoca) che permette l’accertamento scientifico delle modalità dell’azione delittuosa e l’identificazione genetica del suo autore.
Di Gianfranco De Castro Medico legale — criminologo e Roberto Thomas Docente di criminologia alla Sapienza — Università di Roma Magistrato emerito» (La criminologia storica e la morte di Benito Mussolini e Clara Petacci, POLIZIA PENITENZIARIA-SAPPE Organo Ufficiale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, https://www.poliziapenitenziaria.it/public-post-blog-la... di-benito-mussolini-e-clara-petacci-3613-asp/). Pagg. 1558/59
- lo storico militare inglese Basil Liddell Hart aveva asserito che nel giugno 1943, nel pieno della guerra ci fu un incontro tra Ribbentrop e Molotov per trattare un ricomponimento del conflitto. Dopo il crollo dell’URSS, è venuto fuori dagli archivi sovietici la conferma dell’incontro. pag. 1562
- le copie del carteggio Curchill – Mussolini furono consegnate ad Alcide Degasperi presidente del consiglio che le fece sparire (Peter Tompkins, dalle carte segrete del Duce, cit., pp. 368-369) pag. 1576
- la sezione Calderini (ne faceva parte anche l’ex presidente della repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi) opera a stretto contatto con lo Special Operations Executive (SOE) britannico e l’Office of Strategic Services (OSS) statunitense, tessendo importanti nuclei di resistenza nell’Italia occupata, cioè costituendo i partigiani italiani. pag.1583
- …..Dai tedeschi è molto apprezzata l’attività di sabotaggio ed infiltrazione del servizio segreto della Xa MAS. Difatti, si inquadra in questo contesto la storia di come venne distrutta la rete Otto, non è del tutto vero che venne interamente smantellata dalla polizia tedesca nel marzo - aprile 1944, gli arresti vennero fatti dai tedeschi, ma a mettere fuori gioco la rete Otto fu uno dei gruppi di servizi segreti meglio organizzato della RSI e del mondo, tanto è vero che notizie sulla sua esistenza sono scarse, o nulle. Era conosciuta come “Felix”. Questo servizio segreto, ufficialmente inquadrato nei servizi segreti della X Flottiglia Mas, era un distaccamento totalmente autonomo e gli agenti al suo interno rispondevano solo a due persone: all’Aquila (ed Aloisi) e Mussolini. Inoltre, numerose erano le missioni di agenti provenienti dalle file dei reparti Gamma, Vega e di Nuotatori Paracadutisti e “le volpi argentate” di Tommaso David (personaggio ambiguo e non apprezzato dal mio Bisnonno)…. Pagg. 1584/85
- Ad uccidere Mussolini fu “Derrick David Wilkinson nome in codice “Shadow”. Un agente del SOE, altamente specializzato nelle uccisioni dei capi di Stato e alti funzionari, nonché legato alla famiglia reale Britannica…..pag. 1593
- Una lunga catena di omicidi, tutte persone che sapevano della morte di Mussolini, tutti partigiani mandati al Creatore…..pagg.1597/98/99
- Resa dei conti della FELIX, giustiziati Vittorio Emanuele III, Badoglio, Togliatti. Non si poté arrivare a Maugeri perché protetto dall’OSS/CIA.
- Affondata la nave Giulio Cesare ceduta all’URSS come risarcimento di guerra.
- Ucciso Wilkinson, l’esecutore materiale della morte di Mussolini. Pagg. 1604/05
- Nel 2004 sulla stampa inglese, volutamente ignorata dagli “storici” italiani, esce la notizia sull’Independent con il titolo “Churchill Ordered Killing of Mussolini….( https://www.independent.co.uk/news/world/europe/churchill-ordered-killing-of-mussolini-53714.html ) pag. 1607
- Edvige Mussolini, nel 1940 ottiene l’annullamento del provvedimento che condanna lo scrittore Pitigrilli (Dino Segre) accusato d’essere antifascista, a essere confinato nel campo di internamento del l’Aquila…..pag. 1942
- ….De Toma incaricato nel conservare copie dei documenti del carteggio Churchill – Mussolini ed altro, quando a fine guerra li recupera, trova anche un documento firmato da Degasperi con il quale invitava gli americani a bombardare gli acquedotti romani; a farne le spese Giovanni Guareschi…pagg.1959/60/61/62
- Delitto Matteotti, commissionato da re Vittorio Emanuele III, per mantenere segreto il suo interesse come azionista della Sinclair oil, con l’impegno di mantenere nascosti i giacimenti di petrolio in Libia….pag. 2076
- Il “Tesoro di Dongo”, di cui ha scritto nel 1996 Roberto Festorazzi, Tesoro fuso ed incamerato occultamento dal PCI con operazioni di investimenti immobiliari a Milano, Roma e nel resto d’Italia ed ammontante ad una cifra tra i 600 ed i 200 miliardi di lire attuali.
Ha scritto Roberto Festorazzi nel 1996: «Parlare oggi con onestà dell’oro di Dongo significa ammettere il peccato d’origine della repubblica fondata sui partiti (e sulle tangenti). La vicenda appare oggi come una sorta di tara storica del sistema democratico uscito dalla resistenza. Un’eredità pesante, quella dell’Erario di Salò, che i partiti del Cln (democristiani, socialisti, comunisti, liberali, azionisti) hanno cercato di scaricarsi addosso a vicenda. Tuttavia, ciò non ha impedito alla gente comune di pensare che le istituzioni repubblicane siano nate su un furto, visto che il destinatario primo dei valori sequestrati dai partigiani rossi non fu lo Stato, ma un partito: il Pei. Tornare a disseppellire il “caso” dell’oro di Dongo, non significa fare opera di archeologia: si tratta invece di risalire alle cause remote della degenerazione del costume pubblico, che le cronache di Tangentopoli hanno descritto con grande efficacia».
Bettino Craxi ha colto perfettamente nel segno quando il 17 settembre 1993, nel corso dell’audizione al processo Cusani sulle tangenti Enimont ai partiti, ha detto:
«In Italia il sistema di finanziamento ai partiti e alle attività politiche in generale contiene delle irregolarità e delle illegalità a partire dall’inizio della storia repubblicana. È un capitolo che possiamo anche definire oscuro della storia della democrazia repubblicana, ma da decenni una parte dei finanziamenti è di natura irregolare o illegale. E non lo vedeva chi non voleva vedere, e non ne era consapevole solo chi girava la testa dall’altra parte». (Corriere della Sera» ed «Il Giornale» del 18 dicembre 1993)……pagg.2081/82/83/84/85
- Tornando a quanto scrive De Agazio, autorevoli conferme delle sue inchieste ci giungono, dopo 50 anni dai fatti, dal saggio di Massimo Caprara, segretario personale di Togliatti dal 1944 al 1964. Caprara scrive che Dante Gorreri avrebbe nascosto, al momento della fucilazione di Mussolini e della Petacci, il “tesoro” in sacchi di juta per poi darlo ad un individuo insospettabile, l’avvocato, originario di Fiume, Renato Cigarini, mentre il Pei invia lo stesso Gorreri alla federazione di Parma onde allontanarlo da un posto - Como - divenuto rovente. Cigarini, un silenzioso professionista, comunista, ammiratore di Gabriele D’Annunzio, amico trasversale di Ettore Muti e frequentatore degli ambienti in, avrebbe fatto il corriere in Svizzera dove avrebbe depositato in «capaci caveau» il denaro sottratto ai fascisti a Dongo. In tal modo, secondo Caprara, il Pei riesce a convertire il “tesoro” «in moneta sonante per pagare i Marchini, i costruttori di Botteghe Oscure e gli impianti dell’Uesisa dove si stampava l’Unità», Tutto ciò Caprara apprende dallo stesso Cigarini nell’ottobre 1946; in quell’occasione l’avvocato fiumano ricorda al segretario di Togliatti che il “tesoro” ammonta, all’epoca, a
«più di un miliardo di lire. Più di 150 mila franchi svizzeri. Sedici milioni di franchi francesi. Duemila sterline. Diecimila pesetas carta. Più di cento chili d’oro. Quaranta chili d’argenteria. Più di quattromila monete d’oro. Tre anelli con brillanti di 20, 12 e 11 grani, un portasigarette d’oro massiccio del peso di 300 grammi, perle e orologi Rolex d’oro». Caprara osserva: «Di colpo mi apparve tutto chiaro, senza che la cosa mi tranquillizzasse. I viaggi di cui spesso l’avvocato mi aveva parlato; le sue visite a Togliatti, Cappellini, Secchia e Lampredi; tutto mi si presentò davanti con lineare semplicità. Un tarlo, soltanto, si insinuò dentro di me, per la prima volta. Allora la Fodria (Forze oscure della reazione in agguato, come il direttore dell’Unità Velio Spano chiamava tutti i nostri avversari) non avevano tutti i torti: l’Oro di Dongo eccolo qua, nella valigetta che il brillante avvocato portava con sé ogni volta che in auto a metano traversava il valico di Broggeda, verso Chivasso e Lugano, passando fra compagni partigiani che stazionavano alla frontiera come se la consegna delle armi ordinate dagli Alleati non potesse riguardarli». Pagg. 2094/95
- Nel giugno 1945, a guerra finita in Italia, Marcello Soleri, Ministro del Tesoro del governo Bonomi2507 dichiara:
- «Occorre dire ben chiaro che la situazione economica, ed anche quella finanziaria del Nord, malgrado il protrarsi dell’occupazione tedesca, sono state riscontrate meno disastrose di quanto si temeva. Cosicché gli oneri finanziari della ricostruzione rimarranno limitati a misura minore del previsto e la ripresa della produzione industriale nell’Alta Italia potrà essere rapida. (...) Si rileva, anzitutto, che le attrezzature industriali e produttive del Nord hanno subito scarsi danni, e consentiranno, se non manchino il carbone e le materie prime, una rapida ripresa. Quanto poi ai prezzi, la situazione al momento della liberazione ha registrato notevolissimi divari in meno in confronto al Sud. L’importo della circolazione è aumentato in ima misura notevolmente inferiore in quanto la Repubblica sociale ha potuto fare più largo ricorso al debito fluttuante, imponendo all’istituto di emissione ed a quelli di credito, anticipazioni, sottoscrizioni di buoni ordinari del Tesoro, versamenti nel conto corrente del tesoro. La Repubblica sociale ha stampato in complesso al Nord d’Italia 110 miliardi e 881 milioni su 137,840 da essa autorizzati. Io ho voluto che gli italiani e gli stranieri le conoscano queste cifre, soprattutto perché effettivamente l’entità non è tale da far disperare della possibilità di un risanamento della situazione finanziaria e monetaria italiana, da affrontarsi con misure adeguate, in corso di preparazione». Pag.2095
- “La socializzazione mondiale, e cioè: frontiere esclusivamente a carattere storico; abolizione di ogni dogana; libero commercio fra paese e paese, regolato da una convenzione mondiale; moneta unica e, conseguentemente, Toro di tutto il mondo di proprietà comune e così tutte le materie prime, suddivise secondo i bisogni dei diversi paesi; abolizione reale e radicale di ogni armamento”.
“Colonie: quelle evolute erette a Stati indipendenti; le altre, suddivise fra quei paesi più adatti per densità di popolazione, o per altre ragioni, a colonizzare ed a civilizzare; libertà di pensiero e di parola e di scritto regolate da limiti: la morale, per prima cosa, ha i suoi diritti”.
Mussolini disse precisamente: “Libertà di pensiero, di parola e di stampa? Sì, purché regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi, sopra tutto la morale deve avere i suoi diritti”.
“Ogni religione liberissima di propagandarsi: siamo stati i primi, i soli, a ridare lustro e decoro e libertà e autorità alla Chiesa cattolica. Assistiamo a questo straordinario spettacolo: la stessa Chiesa alleata ai suoi più acerrimi nemici”.
Mussolini aveva dettato: “alla Chiesa”. Poi aggiunse: “cattolica”. Quindi spiegò: “La Chiesa cattolica non vuole, a Roma, un’altra forza. La Chiesa preferisce degli avversari deboli a degli amici forti. Avere da combattere un avversario, che in fondo non la possa spaventare e che le permetta di avere a disposizione degli argomenti coi quali ravvivare la fede, è indubbiamente un vantaggio”. Strinse le mani assieme e proseguì: “Diplomazia abile, raffinata. Ma, a volte, è un gran danno fare i super furbi. Con la caduta del fascismo, la Chiesa cattolica si ritroverebbe di fronte a nemici d’ogni genere: vecchi e nuovi nemici. E avrebbe cooperato ad abbattere un suo vero, sincero difensore”.
“Nel sud, nelle zone così dette liberate, l’anticlericalismo ha ripreso in pieno il suo turpe lavoro. L’Asino è, in confronto a pubblicazioni di questi ultimi tempi, un bollettino parrocchiale”.
“Anche in questo campo, gli stessi uomini che oggi non vogliono vedere, saranno unanimi a deprecare la loro pazzia o la loro malafede. Se la vittoria avesse arriso a noi, questo programma avrei offerto al mondo e ancora una volta, sarebbe stata Roma a dare la luce all’Umanità”. Pagg.2121/22
- La Germania avrebbe voluto mettere le mani sulle rotative del Popolo d’Italia, Mussolini contrariato da questa eventualità, diede ordine di trovare un acquirente dei due complessi del Popolo d’Italia, che lo trovò nella persona dell’industriale cella, spinto dal senatore Bergamini e dal Presidente del consiglio del regno del Sud Iavanoe Bonomi; Cella i soldi per l’acquisto li ebbe da John McCaffrey il capo del SOE per l’area italiana, il quale autorizzato da Churchill erogò centomila franchi svizzeri….Pagg.2140/41/42
- ..il così detto “oro di Dongo”, rinvenuto dai partigiani nella “colonna Mussolini” e incamerato dal PCI, non era il “tesoro di Stato” della RSI, ma era composto dai valori confiscati alle famiglie degli ebrei arrestati e rinchiusi nei campi in seguito alle leggi razziali. Pag. 2143
- Le Volpi argentate, organizzazione spionistica operava in contatto con i servizi segreti tedeschi. Capo delle volpi argentate il colonnello Luigi Grassi, vero nome David Tommaso. David Tommaso aveva copia del carteggio Churchill – Mussolini, e lo offrì a Degasperi in cambio al riconoscimento di una medaglia d’oro al valor militare. David Tommaso fu accontentato…Pagg.2195/96/97/98/99/2200/01/02
- Bruno Piero Puccioni, fascista della prima ora, dopo il conflitto sono documentati i suoi stretti rapporti con gli statunitensi: Puccioni e tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano e collettore di finanziamenti americani per legare stabilmente il partito sedicente neofascista alla scelta atlantica che si stava profilando. Pag.2251