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PSYOPS (Operazioni Psicologiche)

  • Luigi Zoja, Paranoia, La follia che fa la storia, Bollati Boringhieri, Torino, settembre 2011, pg. 321-322: «... nella seconda guerra mondiale anche i comandi americani dichiareranno guerra all’umanità: considereranno normale affondare qualunque naviglio diretto in Giappone, persino le navi-ospedale... fra i cappellani militari americani il 40% era convinto che fosse legittimo uccidere i giapponesi catturati, e fra i compiti degli psicologi rientravano i metodi per allontanare i sensi di colpa dei soldati che avevano ucciso prigionieri inermi... Secondo Elliott Roosevelt, figlio del presidente, bisognava sterminare circa la metà dei giapponesi; secondo l’ammiraglio Halsey, bisognava ucciderne la maggior parte; secondo il presidente della Commissione del personale militare, semplicemente tutti. Neppure alla Germania nazista si era mai augurato di subire un genocidio». Pag.26
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  • Howard Zinn, A People History of thè United States, trad. it. Storia del popolo americano dal 1942 ad oggi, il Saggiatore, 2010, pg. 32: «Nelle nuove colonie americane vi era solo una paura peggiore di quella della rivolta nera: la paura che i bianchi scontenti si unissero agli schiavi neri per rovesciare l’ordine vigente. Specialmente nei primi anni della schiavitù, prima che si consolidasse la mentalità razzista, quando i servi a contratto bianchi erano spesso trattati male quanto gli schiavi neri, la possibilità di una collaborazione era reale. Si presero perciò le misure necessarie. Più o meno nello stesso periodo in cui l’Assemblea della Virginia votò la legge sulla schiavitù... il ceto dominante della Virginia, avendo proclamato che tutti gli uomini bianchi erano superiori ai neri, offrì a chi era socialmente inferiore (ma bianco) alcuni benefici che prima gli erano stati negati. Pagg. 27-28

 

  • Howard Zinn, 2010, pp. 250-251: «Nel 1914 aveva avuto inizio negli Stati Uniti una grave recessione. Già nel 1915, però, le commesse di guerra degli Alleati (soprattutto dell'Inghilterra) stimolavano l’economia; nell’aprile 1917 erano state vendute agli Alleati forniture per un valore che superava i 2 miliardi di dollari. La J.P. Morgan and Company agiva da intermediaria per gli Alleati e cominciò a prestare denaro in quantità tali non sono da ricavarne ingenti profitti, ma da legare strettamente le sorti della finanza americana ad una vittoria britannica contro la Germania... Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra, i ricchi presero il controllo dell’economia in modo ancor più diretto. Il finanziere Bernard Baruch presiedeva il consiglio delle industrie belliche, la più potente agenzia governativa in tempo di guerra; questi organismi erano dominati da banchieri, padroni di compagnie ferroviarie, industriali». Pag. 50

 

  • Nel giugno 1917 il Congresso approvò, e Wilson firmò, lo Espionage Act. Il nome farebbe pensare ad una legge contro lo spionaggio, ma conteneva un articolo che prevedeva una condanna sino a vent’anni di carcere per “chiunque, mentre gli Stati Uniti sono in guerra, provochi o tenti di provocare l’insubordinazione, l’infedeltà, l’ammutinamento o il rifiuto del servizio nelle forze militari o navali degli Stati Uniti, oppure ostacoli volontariamente il servizio di reclutamento e arruolamento degli Stati Uniti”, La legge fu utilizzata per incarcerare americani che si esprimevano a voce o per iscritto contro la guerra>>. Pag.51

 

  • I poteri concessi alla Commissione delle Riparazioni – i cui membri godono dell’immunità diplomatica e le cui deliberazioni sono segrete – non solo sono amplissimi e di genericità imbarazzante, ma comportano anche la la sovranità della Germania viene di fatto sospesa e trasferita a questa commissione che, formata da stranieri e con sede permanente a Parigi:<<…ha nella stessa Germania poteri incomparabilmente più grandi di quanti non ne abbia mai posseduti lo stesso imperatore>>. Pag. 55 – 56

 

  • Aldo Mola, 2006, pg. 485: «Il movimento dei “fasci di combattimento ” nacque sotto gli auspici della diretta presenza dei massoni, bastevolmente inteneriti da quel passo del programma fascista in cui si chiedeva “il sequestro di tutti i beni delle Congregazioni religiose e l’abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi”»; pg. 504: «Il 19 ottobre Torrigiani diramò una circolare nella quale il fascismo era giustificato come “rivolta necessaria» ”e approvato quale “liberazione ” dalla confusione in cui versava il paese». Pag.64

 

  • In realtà la proposta del duce non mira a mettere fuori legge la Massoneria, come osservato anche dal gran Maestro aggiunto Giuseppe Meoni, ma, a causa dell’agire di uomini deboli, la situazione precipita portando, il 22 novembre 1925, il Gran Maestro Domizio Torrigiani a decretare lo scioglimento di tutte le logge del regno all’Obbedienza di Palazzo Giustiniani: «Il vertice di Palazzo Giustiniani, buttandosi in un mestiere che non era il suo (la politica militante), compì una serie di errori di valutazione e anche sciocchezze autolesionistiche: e infine le pagò tutte, con lo scioglimento delle logge, la condanna al carcere e al confino dei suoi esponenti più autorevoli, il durevole discredito». Pagg..66 - 67

 

  • Aldo Mola, 2006, pg. 536: «Al giornalista H. K. von Wiegand, che lo interrogò sulla natura e l'intenzione del disegno di legge, mostrandosi bene informato sull’intricato pianeta libero muratorio, Mussolini rispose: “In Germania, in Inghilterra, in America i massoni sono una confraternita caritatevole e filantropica. In Italia, invece, i massoni costituiscono un’organizzazione politica segreta. Di più e di peggio, essi dipendono completamente dal Grande Oriente di Parigi. Io auspico che i Massoni italiani diventino quello che sono gli inglesi e gli americani: un ’associazione fraterna apolitica di mutuo soccorso ”». ndr (è ovvio che Mussolini si espresse in mala fede, perché sapeva benissimo che le massonerie italiane dipendevano da quelle estere…). Pag.66

 

  • Aldo Mola, 2006, pg. 579: «Se un ’azione governativa - azione, s'intende, concretata in apposito strumento legislativo - ci fu nei riguardi della Massoneria, essa si risolse non già contro l'Ente in se considerato (nel senso cioè di vietarne l 'esistenza e stabilire sanzioni punitive in confronto degli adepti) ma si concretò -se così si può dire -contro i modi di reclutamento, nel divieto cioè fatto a determinate categorie di funzionari statali o parastatali di appartenere ad associazioni di tipo e finalità analoghe alla Massoneria (Cfr. l'art. 216 della citata legge di P.S.): divieto che, d'altra parte, sarebbe dovuto rimanere logicamente inapplicato quando la Massoneria si fosse in tutto e per tutto uniformata alle disposizioni di legge fissate dall'art. 214 della legge». Pag. 67

 

  • Mario Josè Cereghino, Giovanni Fasanella, Il Golpe inglese, Edizione Chiarelettere, Milano settembre 201, pg. 25. Negli anni ’20 Mussolini ha rapporti e riceve finanziamenti dai servizi segreti inglesi, mentre: <<Churchill ne favorisce l’ascesa al potere per contenere non solo il pericolo social-comunista in Italia, ma anche quello bolscevico in Europa. E non esista, in seguito, all*epoca in cui il regime fascista è nel pieno del suo splendore, a esprimergli pubblicamente tutta la sua ammirazione, definendolo “salvatore dell’Italia” e “ilpiù grande legislatore vivente”». Antonella Randazzo, 2007, pg. 131: «L’élite ricca inglese e americana aveva aiutato Hitler a salire al potere e ad armarsi». Pagg. 67 – 68

 

  • Cambareri è bravo nella scelta degli uomini e l’attacco al prestigio personale di Mus- solini non si fa attendere. L’ 11 giugno 1937, i corpi di Carlo e Nello Rosselli vengono rinvenuti alla periferia di Bagnoles-sur-l’Orne, in Normandia, uccisi da una squadra di «cagoulards», miliziani della «Cagoule», (gli incappucciati) formazione eversiva di destra francese. Il duce viene immediatamente accusato dell’omicidio dei due antifascisti e contro di lui si scatena una campagna stampa violentissima. In realtà, come testimonierà il capo del controspionaggio, colonnello Santo Emanuele, nell’ambito dell’inchiesta sulla mancata difesa di Roma del 1943, al giudice Italo Rubino - giudice istruttore dell’Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo - Mussolini era, probabilmente, completamente all’oscuro della vicenda, mentre Ciano, al corrente di tutto, desiderava conoscere i particolari dell’esecuzione. Gli atti dell’istruttoria sul delitto Rosselli, con il verbale di interrogatorio dell’imputato Emanuele, sono riportati nel libro di Clara Conti, Servizio segreto. Cronache e documenti dei delitti di Stato, Roma, Donatello De Luigi Editore, 1945, riedito da Odradek nel 2010. La circostanza della probabile estraneità di Mussolini all’omicidio è riportata anche nel libro di Mimmo Franzinelli, Il delitto Rosselli, Mondadori Editore, Milano, marzo 2007, pg. 116: «Mussolini evita dichiarazioni ufficiali, ma in privato commenta il delitto. Un giornalista vicino al duce ne raccoglie lo sfogo: «Anche la tragedia Rosselli diventerà problema di Stato. Altri due morti attraverso la nostra strada. La storia deciderà sul perché della loro sorte. Non sempre il potere arriva a controllare le azioni dell’apparato che lo rappresenta». Pag. 78

 

  • OSS: Operazione Italia
  • Ufficialmente Brennan ha il compito di preparare lo sbarco alleato in Sicilia. Quale sia in realtà il compito degli uomini dell’OSS al momento dello sbarco sulla nostra penisola è scritto nero su bianco negli atti desegretati e conservati presso il National Archives and Records Administration (Nara) di College Park nel Maryland in cui si legge:
  • organizzare, finanziare ed armare gruppi di uomini disposti a fare azioni sovversive e di sabotaggio da attribuire ai tedeschi. Le operazioni di sabotaggio devono riguardare quegli aspetti che rovinino la vita quotidiana della popolazione (inserendo cartucce di dinamite, che sembrano pezzi di carbone, in carichi o cumuli di carbone vero; inserendo in cibo ed acqua tossine per creare malattie e diarrea, ecc.);
  • diffondere false voci che tengano la popolazione italiana costante- mente preoccupata e terrorizzata (lanciando continui allarmi di raid aerei e trasmettendo il suono delle urla delle donne in una zona in cui sia in corso un bombardamento; parlando di veleno presente in speciali bombe e sprigionato durante gli attacchi; di epidemie; di incendi fuori controllo; ecc.);
  • creare diffidenza tra fascisti e nazisti (inoltrando falsi rapporti circa ufficiali tedeschi residenti in hotel italiani uccisi con il veleno; gerarchi fascisti uccisi dalla Gestapo; organizzazioni segrete di terroristi cui attribuire l’assassinio di importanti personalità italiane; ecc.);
  • demoralizzare i soldati (diffondendo false voci che sono avvenute piccole rivolte tra i soldati a causa dell’insufficiente vettovaglia-mento; che i soldati italiani fatti prigionieri in Russia sono stati trovati congelati e con abbigliamento inadeguato; che i feriti sono maltrattati e soffrono dell’inadeguatezza delle cure mediche; diffondendo immagini di soldati italiani emaciati, eviscerati, orribilmente mutilati con la scritta: «così muoiono i figli d’Italia per i tiranni nazisti e fascisti»; ecc.,); creare quelle condizioni che portino discredito al regime fascista indicandolo come inefficiente e corrotto (sostenendo che la vulnerabilità dell’Italia ai raid aerei è causata dal fatto che non sono stati predisposti adeguati rifugi e sistemi di rilevazione; raccontando specifiche storie circa sicuri e lussuosi rifugi per i fascisti e uomini ricchi; dicendo che un grosso quantitativo di oro è a disposizione del governo fascista, ecc.);
  • aumentare l’inflazione (distribuendo ingenti quantitativi di banco-note false; diffondendo documenti falsi, ma plausibili, circa i piani del governo fascista per ripudiare tutti i suoi debiti di guerra o dissolverli attraverso l’inflazione; dando regolari avvisi agli ascoltatori circa gli effetti dell’inflazione e consigliandoli di convertire tutto il loro denaro in cose tangibili, ecc.).
  • Il compito degli uomini dell’OSS per agevolare il successo dello sbarco sulla nostra penisola è dunque - come previsto dai documenti operativi di guerra psicologica - dopo aver sabotato le risorse per la sopravvivenza quotidiana, creato terrore e odio, distruzione e inflazione, attraverso un’oculata propaganda, proporsi come liberatori.
  • E l’operazione ha successo: «Il popolo ci ha accolti a cuore aperto e con sincerità, poiché la nostra propaganda e la nostra reputazione lo avevano convinto che arrivavamo come liberatori, non come conquista- tori». Pagg.95 – 96
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  • Durante il secondo conflitto mondiale Dollmann colonnello delle SS, fu l’uomo di Himmler a Roma... come confermano anche documenti raccolti nella presente inchiesta... Dollmann venne scoperto a Lugano, dove soggiornava dal 1948, in possesso di un falso documento italiano intestato a Ammon Eugenio, passaporto rilasciato nel ‘49 su richiesta del Ministero della marina e successivamente rinnovato, nel 1950 dal nostro consolato Lugano e nel 1951 dalla questura di Roma, sempre si richiesta del Ministero della marina. Successivamente Dollmann trovò accoglienza in Spagna presso Otto Skorzeny». Pag.118
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  • Il 12 settembre un commando di paracadutisti tedeschi, guidato dal capitano delle SS Otto Skorzeny, giunge con tanto di alianti a Campo Imperatore sul Gran Sasso, dove si trova il duce, e lo libera senza sparare neanche un colpo. Per immortalare la farsa e fame un uso propagandistico viene addirittura predisposto, prima dell’operazione, un apparato cinematografico: «La personalità dello Skorzeny, a lungo oscura, si è illuminata poi per le imprese di Campo Imperatore che parve una impresa eroica, molto ardita e geniale, mentre in realtà, precedentemente concordata, si risolveva in una non edificante commedia a scopo propagandistico nella quale il Mussolini venne usato niente altro che come esclusivo strumento degli interessi nazisti». Pag.121
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  • Giuseppe Cassarubea e Mario J. Cereghino, 2007, pg. 47: «Negli anni ‘60 ritroveremo Skorzeny a Madrid fiduciario dell’organizzazione Gehlen, una organizzazione di intelligence tedesca, poi cooptata dagli americani ed inserita come una delle forze di intelligence fìancheggiatrici della CIA». Pag.121
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  • Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, Sperling &Kupfer, Roma, 2010, pg. 32: «Un documento segreto del dipartimento di Stato americano affermava testualmente: “Non verrà permesso alla difesa di introdurre prove che possano nuocere agli Alleati, anche se potrebbero servire agli imputati. In pratica si impediva di produrre in aula tutto ciò che risultava agli atti dei governi americano e inglese prima e durante la guerra. Gli ambasciatori di Stati Uniti e Gran Bretagna si arrogarono il diritto di giudicare se le prove rientrassero o meno nelle categorie proibite. Ma non ci fu bisogno di mettere in funzione questo meccanismo di controllo: Ivanoe Bonomi, interpellato dall’ammiraglio Ellery Stone, capo della Commissione alleata di controllo (Acc), dette in anticipo le più ampie garanzie che in aula non sarebbe stato prodotto niente di pregiudizievole per gli interessi alleati, né per quelli della monarchia e di Badoglio. Lo zelo del ministro degli Esteri De Gasperi dette poi alla vicenda il tocco finale: di fronte aduna serie di rapporti inviati a Mussolini dall’allora ambasciatore negli Stati Uniti Fulvio Suvich, con informazioni su importanti personaggi americani ”, Degasperi dapprima li sottopose all’esame dell’ACC che li giudicò presentabili, poi decise “di sua iniziativa – annotò il dipartimento di Stato - di non fornirli alla Corte neppure in forma censurata. Pagg. 129 – 130
  • Colonnello Romano Dalla Chiesa, padre di Carlo Alberto, Romano e Romeo Dalla Chiesa. I nomi dei primi due figli compariranno negli elenchi della loggia massonica P2 di Licio Celli, mentre il terzo, Romeo: dal 1943 al 1949 è alla Banca d’Italia; quindi, entra a far parte della Banca Mondiale; dal 1958 al 1981 è alla Banca europea per gli investimenti, e dal 1983 al 1988 ricoprirà la carica di presidente del Banco di Roma.pag.135
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  • Risultano affiliati alla massoneria numerosi boss mafiosi, tra cui: Bontade, Riina, Inzerillo; Greco, Mandalari, De Stefano, ecc. Pag. 147
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  • In quegli anni al Ministero della marina mercantile e del commercio estero, dicasteri fondamentali per la concessione di licenze di import-export, ci sono: prima Salvatore Aldisio, protettore degli affari di Genco Russo e di altri capo bastione; poi Bernardo Mattarella, che considera la mafia: «... un ’onorata società, espressione di alcuni aspetti del carattere dei siciliani» e che, nel 1945, aveva benedetto in un articolo sul quotidiano II Popolo, l’ingresso nella DC dei villabesi del capomafia don Calogero Vizzini. Pag.148
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  • Nara, rg.226, s. 108, b. 149, f. jp-875, nota dell’OSS del 09 agosto 1944: «17 sottosegretario Mattarella è un esponente della Dc siciliana. È un avvocato ma non possiede una formazione culturale eccezionale. Con ogni probabilità, egli diventerà un docile strumento nelle mani del Vaticano per la redazione di un programma educativo sotto il vigile controllo ecclesiastico». Pag.148
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  • Cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 147, f. jp-600 del 27 aprile 1944, Attività politiche ed economiche della vecchia mafia: «...il cavalier Calogero Vìzzini, ricco proprietario agricolo e uno dei più influenti leader della mafia siciliana...». Pag.148
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  • Mentre la mafia prospera nei suoi traffici il Ministro dell’Interno Mario Sceiba, se da un lato si oppone a lungo e strenuamente nel respingere le richieste di istituire una commissione antimafia, dall’altro si concentra nella sua crociata contro il «pericolo rosso» fatta di provvedimenti giustificati con la propaganda di una imminente insurrezione comunista. Nella sua biografia Per l’Italia e per l’Europa, arriva addirittura a vantarsi di avere effettuato l’unica epurazione avvenuta dopo il crollo del fascismo, un’epurazione a rovescio perché rivolta sostanzialmente verso i comunisti. Gli Stati Uniti, per ringraziarlo dell’ottimo lavoro svolto, gli riservano il privilegio di parlare davanti al Congresso americano e gli consegnano numerose lauree honoris. Pag.148
  • Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, Relazione conclusiva dell’On L. Carraro, 4 febbraio 1976, VI legislatura, doc. XXIII, n. 2, Roma 1976, pp. 214-37. Secondo la relazione Vito Ciancimino inizia la sua carriera lavorando a Roma nella segreteria particolare di Bernardo Mattarella. Nel 1950 ottiene dalle ferrovie dello Stato la concessione per il trasporto in città dei loro carri a mezzo di carrelli stradali. Le altre ditte partecipanti al bando vengono escluse con motivazioni risibili, mentre Ciancimino può vantare ben due rapporti, uno dei Carabinieri ed uno della Questura, che, in un eccesso di zelo, al fine di attestarne «l’idoneità ad assumere la gestione servizio» gli attribuiscono anche una inesistente laurea. Per i Carabinieri Ciancimino è laureato in legge, è sposato, ogni domenica si reca in chiesa, proviene da una famiglia di sani principi, dispone di capitali propri, provenienti dall’attività forense brillantemente iniziata, che ha investito diventando socio di una officina all’avanguardia per trasporto carrelli, ecc. In realtà Ciancimino non è laureato, non ha ancora sposato la donna con cui convive, non va a messa, non si è accostato ai sacramenti, non esercita l’attività forense, né è socio di alcuna officina. Per la Questura, invece, Don Vito è laureato in ingegneria. Pag.149
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  • Grazie all’egregio lavoro degli alleati, nell’Italia liberata le forze dell’ordine e i carabinieri sono saldamente in mano ad ex fascisti. \\\\\\\
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  • Nutrimenti Edizione, Roma, 2010, pg. 33: «Nel dicembre del 1947 Scelba istituì presso il Viminale una commissione interna per studiare come potenziare le forze di polizia della neonata Repubblica, tra i suoi principali componenti comparivano Guido Leto, Gesualdo Barletta, Saverio Polito e Ciro Verdiani, tutti gli ex alti responsabili dell’Ovra». Pag.150
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  • Al processo per la strage di Portella della Ginestra Gaspare Pisciotta, accortosi di essere stato abbandonato dai suoi “protettori” istituzionali, decide di parlare ed indica quali mandanti della strage Scelba, Mattarella e il Principe Alliata di Montereale promettendo di fornire le prove. Non ne avrà il tempo. Il 09 febbraio viene avvelenato con un caffè alla stricnina nel carcere dell’Ucciardone. Di questa strage, come di tutte le altre a venire nella storia della Repubblica italiana, non verranno mai individuati i mandanti.” Pag.162
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  • Aldo Sabino Giannuli, CTU Archivio Compari, Gli Alleati e l’evoluzione politica del primo dopoguerra: le origini del servizio parallelo, pg. 22. Marco della Luna, Paolo Cioni, Neuroschiavi, Macro Edizioni, Cesena, 2009 pg. 53- 59: «... impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell'agenda di ogni Stato, totalitario o liberale che si definisca... l'istruzione e la formazione per la generalità dei giovani mira, e ha sempre mirato attraverso la storia, ad adattarli al programma e agli interessi della classe dominante... William Torrey Harris, US Commiss toner of E duca t io n dal 1889 al 1906, scrisse: “Novantadue studenti su cento sono automi, attenti a marciare su sentieri prescritti, attenti a seguire gli usi prescritti. Ciò non è un caso, ma il risultato di una effettiva educazione che, scientificamente definita, è la sussunzione dell'individuo "... durante la sua carica il Magnifico Rettore di Harvard dal 1933 al 1953 James Bryant Conand scrisse che II passaggio ad un sistema educativo forzato, rigido, distruttivo delle potenzialità, era stato richiesto da certi industriali e innovatori che stavano alterando la natura del processo industriale». Pag.164
  • Il principale ideologo di questa elitè americana fu George Kennan che in un discorso al National War College nel 1947 introdusse il concetto di menzogna necessaria.Pag.165
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  • dal Forcing Office (Western Departement) a Mr. Halford, al Dipartimento dei Servizi di Sicurezza e all’MI5, Movimento della destra italiana: assistenza americana (n. 141), dell’11 agosto 1947: «Il Signor Potetti (ex colonnello statunitense ed ex responsabile della Gma a Napoli, Roma e Milano) è giunto in Italia nel mese di giugno, in missione speciale per conto del governo americano. Ha incontrato il signor Jacini a Roma e, dopo un attento esame dell’organizzazione dei movimenti italiani di destra, ha promesso da parte del governo americano armi per il movimento ed un supporto finanziario per le sue attività in Italia... Potetti avrebbe posto come condizione per l’assistenza americana che il movimento della destra in tutta Italia sia collocato sotto un Comando unificato». In Tranfaglia, 2011, pp. 211 -212. Pag.167
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  • Tranfaglia, 2010, pg. 228, nota 14: «Nel 1940, il frate domenicano Belga Felix Morlion (1903) fonda a Lisbona l’“ Organizzazione cattolica europea anti Comintem”. Su in-vito di William Donovan, direttore dell’OSS, nel 1941 si trasferisce a New York, dove incontra e frequenta Luigi Sturzo. Nel giugno del 1944 è a Roma presso l’Università Pro Deo, che agisce di fatto come centro dei servizi di intelligence che fanno capo alla Santa Sede (a partire dal 1945 segretario particolare del domenicano è il giovane Giulio Andreotti). Negli stessi anni, Morlion instaura stretti rapporti con il principe Alliata di Montereale, fondatore dell’Accademia del Mediterraneo e massone della Gran loggia degli Alam»; Stefania Limiti, 2013, pg. 62: «Felix Morlion, uomo di Chiesa ma anche agente del servizio segreto militare americano che gestiva una rete di ex nazisti della quale membro di rilievo era Karl Hass, il nazista che lavorava per il Cic». Pag.178
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  • Fondazione Cipriani, Il 10 giugno 1963 II direttore del Sifar, Egidio Viggiani, interviene pesantemente nella trattativa per l’elezione del nuovo Papa, segnalando al Vaticano che fi cardinale Gregorio Pietro Agagianian, di origine armena, inserito tra i “papabili”, ha una sorella che risulta essere amica di un segretario dell’Ambasciata sovietica di Roma, così  da favorire le possibilità di elezione del cardinale Giovanbattista Montini. Pag.181
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  • All’interno Taviani, Alla Difesa Andreotti e al commercio estero (Mattarella (la Dc respinge la richiesta socialista di escludere Mattarella perché sospettato di contiguità con la mafia). Pag.186
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  • Tribunale di Venezia. Sentenza-ordinanza cit. del G.I. Mastelloni nel p.p. n. 318/87 contro Zvi Zamir e altri, del 10 dicembre 1998.p. 1339. Testimonianza del generale Vittorio Emanuele Borsi del 30 dicembre 1997: «Quando ero Capo di Stato Maggiore della III Armata con sede a Padova, retta dal generale Bizzarri Ugo, che aveva alle dipendenze il Ve il IV Corpo d‘Armata del triveneto, noi sapevamo — siamo dal novembre 1961 al settembre 1965 — dal Sifar della esistenza di una organizzazione paramilitare di estrema destra, probabilmente chiamata “Ordine Nuovo ”, sorretta dai servizi di sicurezza della NATO e che aveva compiti di guerriglia e di informazione in caso di invasione: si trattava di civili e di militari che, all'emergenza, doveva comunicare alla nostra Armata i movimenti del nemico. Si trattava di una organizzazione tipicamente americana munita di armamento e attrezzature radio. Sapevamo noi della III Armata dell’esistenza di questa organizzazione ma noi non avevamo rapporti con la stessa. In realtà gli appunti ci pervenivano dallo SME, SIOS, che li riceveva dal Sifar. Ritengo che l 'addestramento fosse fatto, alla struttura predetta, dagli americani e credo che essa dipendesse dal comando Ftase con sede a Verona». (Cfr. Giuseppe De Lutiis, 2010).
  • Giuseppe Rauti (1926-2012), ex combattente della Repubblica Sociale Italiana, secondo gli accertamenti del giudice Alessandrini sarebbe stato un collaboratore del Sid. Pag.194
  • Franco Freda reclutamento in chiave anticomunista per conto dell’NATO. Pag.215
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  • Così, a sinistra l’operazione Progetto Due di Leroy prosegue egregiamente e, travalicati velocemente i confini marxista-leninisti, si allarga ai movimenti studenteschi; a destra è Serac che il 16 aprile 1968, - visto il successo in Grecia del Protocollo Nato Prometeo, che, nel 1967, a seguito di un colpo di Stato aveva portato al potere una dittatura militare - organizza, sotto gli auspici americani, una crociera “di studio” in terra ellenica di 200 attivisti della destra -^extraparlamentare (fra i quali Rauti, Merlino e Delle Chiaie) per poter studiare le varie tecniche della presa del potere. Pag.229
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  • Pierpaolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, Milano 2001, p 49: «Tutti sapevamo, nella nostra vera coscienza, che quando uno di quei giovani decideva di essere fascista, ciò era puramente casuale, non era che un gesto, immotivato e irrazionale... erano degli adolescenti e delle adolescenti diciottenni, che non sapevano nulla e si sono gettati a capofitto nell’orrenda avventura per semplice disperazione». Pag.233
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  • L’ufficiale del SID, il colonnello Antonio Viezzer: «…al preciso scopo di alimentare la tesi degli “opposti estremismi”, il capitano Antonio Labruna 8P2) – su ordine del capo del Sid, generale Vito Miceli (P2) – nel corso di quella campagna elettorale (1972 n.d.r.) aveva collocato o fatto collocare bombe carta presso alcune sedi del MSI». Pag.249
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  • Secondo quanto testimoniato da Roberto Cavallaro la Cia, nel 1972, _ appresta in Italia l’operazione coperta denominata Blue Moon che consiste nella diffusione di sostanze stupefacenti negli ambienti giovanili al fine di provocarne la destabilizzazione, ridurne l’impegno politico e renderli facilmente manipolabili, mentre una concomitante campagna stampa ritrae i giovani in maniera tale che: «le rivendicazioni legittime si trasformarono, a livello di comunicazione, come un ’imposizione frenetica di godimenti, droghe e coiti…e con il tempo le provocazioni, amplificate e banalizzate dai media, si accomodarono nella memoria collettiva ben più delle ispirazioni da cui i movimenti erano partiti». Pagg.255/256
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  • L’Angiter press viene smantellata, e a Parigi, nasce l’Hyperion: centrale terroristica di estrema sinistra, definita in un documento alla questura di Roma, uno dei più importanti uffici di rappresentanza della CIA in Europa. Hanno inizio gli anni di piombo. Pag. 259