25 aprile, giorno della liberazione. Un frutto marcio che cascherà naturalmente.

Dall’unità d’Italia -1861- i cittadini aventi diritto al voto erano il 2%; nel 1882 il 6,9%, nel 1912 il 9,4%, nel 1919 il 34%. «Il fascismo ha distrutto la democrazia». Quale democrazia? La vecchia, corrotta e massonica Italia ottocentesca, riemersa in blocco, con gli stessi difetti e più o meno con gli stessi uomini, nel dopoguerra. Unità d’Italia voluta e pianificata a tavolino dall’aristocrazia e borghesia massonica britannica, la stessa che in considerazione degli storici rapporti tra Corona britannica e i Savoia, suggerirono, accompagnarono ed imposero il regime politico in grado di garantire la solidità del governo d’Italia. La condizione necessaria ad ottenere il consenso inglese sarebbe stata espressa, formulando l’auspicio che il Capo dell’Esecutivo, posta alla guida del nostro Paese, potesse attribuirsi facoltà decisionali, non compromesse non ritardate dal complesso iter legislativo del nostro Paese, spesso impercorribile, a causa delle eterne discordie in casa socialista e dei minacciosi propositi del neo Partito Comunista Italiano. Il che sarebbe avvenuto nella prospettiva che una rapida attuazione del programma politico italiano, avrebbe permesso all’Italia di svolgere fra l’altro il ruolo di “garante” degli interessi britannici nel Mediterraneo. Fra quest’ultimi, si annoverano i vantaggi derivanti dall’influenza che Londra avrebbe inteso esercitare sull’economia italiana, dipendente, come noto, dalla disponibilità dell’altrui petrolio. La scelta del leader idoneo alla guida dell’Italia doveva dunque essere subordinata alle esigenze delle Compagnie petrolifere inglesi, propense a sostenere la candidatura di un Capo del governo italiano che diventasse anche un loro buon cliente, guadagnando l’autorità sufficiente a privilegiare le forniture all’Italia del petrolio britannico. Tale pretesa che, negli auspici di Londra, permetteva di prevedere una buona penetrazione del mercato italiano dei prodotti petroliferi inglesi, avrebbe suggerito a Londra di adottare la prassi diplomatica d’oltremanica, non certo incline a scoraggiare eventuali svolte totalitarie nella conduzione politica del nostro Paese, qualora risultassero utili al consolidamento e allo sviluppo del rapporto commerciale anglo – italiano. Londra si sarebbe dunque espressa in favore della candidatura di un leader italiano, corrispondente al modello richiesto dalla ragion politica inglese. Secondo i calcoli britannici, il Capo del governo posto alla guida dell’Italia avrebbe dunque potuto assumere orientamenti totalitari, non tanto per risolvere i problemi interni, quanto per non porsi in contrasto con gli interessi inglesi. Questo significava, fra l’altro, che nell’ipotesi in cui gli interessi italiani fossero stati divergenti da quelli inglesi, la diplomazia britannica, tradizionalmente rappresentativa della democrazia parlamentare, avrebbe facilmente ravvisato gli estremi di una condotta antidemocratica del governo italiano, legittimo motivo di condanna sul piano politico. Si sarebbe così appreso (grazie anche al pensiero di Guy Debord, felicemente espresso nel suo indimenticato “la società dello spettacolo” in cui l’autore sostiene che: la democrazia non vive tanto dei propri meriti, ma sopravvive in virtù dei propri nemici) che una certa tecnica dei regimi democratici si sarebbe a tal punto perfezionata da ritenere indispensabile alla sopravvivenza della democrazia la creazione di un suo antagonista. In altri termini, i regimi democratici, o sedicenti tali, avrebbero spesso favorito la costituzione delle dittature laddove le ritenessero confacenti ai loro interessi politici ed economici, perché ogni azione da essi intrapresa per tutelare questi stessi interessi o ripristinarli, quando fossero stati lesi o rischiassero di essere compromessi, sarebbe stata democraticamente giustificata e magari degna del plauso popolare. Il leader considerato idoneo a guidare l’Italia, forse inconsapevole di essere stato prescelto fin dal 1914, avrebbe guadagnato popolarità grazie alle sue doti di comunicatore e ai mezzi finanziari messi a sua disposizione da Londra. L’illusione di poter agire nell’esclusivo interesse del popolo italiano e per il bene dell’Italia sarebbe stata fin troppo evidente in quella sorta di inedito vangelo, politico, culturale e forse anche religioso, che questo leader avrebbe concepito e redatto per darlo in uso alle italiche genti, proponendosi, forse con eccessiva presunzione, ideologo e profeta di una rinascita nazionale, le cui vie si sarebbero più tardi confuse tra i sinistri bagliori della guerra. A fare di costui un colpevole di turno avrebbero in larga misura contribuito tutti gli italiani che lo seguirono per poi ritenerlo responsabile della loro delusione. Non giovandogli certamente, nel bilancio della sua opera complessiva, l’imperdonabile errore di avere contratto un debito perpetuo con i Servizi Segreti inglesi.

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BANCHE CENTRALI, SONO TUTTE PRIVATE

Quando sentite parlare di BANCHE CENTRALI, ad esempio BCE, sappiate che sono private. Elenco degli azionisti di Bankitalia, BCE e Federal Reserve. AZIONISTI BANKITALIA: – GRUPPO INTESA 27,2 % – GRUPPO SAN PAOLO 17,23 % – GRUPPO CAPITALIA 11,15 % – GRUPPO UNICREDITO 10,97 % – ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 % – INPS 5,0 % [da… Leggi tutto »

L’altra MEMORIA

Disse Claude Ferrere, a proposito dell’uccisione di Benito Mussolini e dell’animalesco ludibrio di Piazzale Loreto, che «Alcuni italiani si sono vendicati di un Capo troppo grande per loro, le cui stesse benemerenze apparivano troppo gravose. E tutti i governanti d’Europa, anche se non osarono approvare apertamente, gioirono in segreto. Dinanzi a quell’uomo erano afflitti da un complesso di inferiorità insopportabile, come era accaduto tempo prima con Napoleone. Duemila anni prima per le stesse ragioni era stato ucciso Giulio Cesare».

Leggi razziali 1938

È la storiografia di parte israeliana che conferma quanto di seguito riportato. Basterebbe leggere la requisitoria del Procuratore Generale di Tel Aviv al processo contro Adolf Eichman nel 1960, o quel bel libro di Shelah Menachem significativamente intitolato: «Un debito di riconoscenza», e comunque scorrere tutta la letteratura storica israeliana o di altri Autori ebrei di altri Paesi per trovare conferma di tale dato inoppugnabile della verità.

È significativa l’espressione quasi plastica dello storico ebreo Léon Poliakov il quale nei suoi studi parla di quel famoso “schermo” o “scudo protettore” che immediatamente veniva calato a difesa degli ebrei in ogni luogo dove giungevano le Forze Armate italiane il cui primo provvedimento era quello della dichiarazione di inefficacia di ogni decisione tedesca adottata in pregiudizio degli ebrei.

Lo stesso Giorgio Bocca, nel suo libro « Il filo nero », riferisce che in Francia (dove lui era in servizio militare con il grado di Sottotenente) quando le Forze Armate italiane iniziavano a ritirarsi dai territori occupati, avevano al seguito una quantità indicibile di ebrei francesi che volontariamente seguivano i Militari italiani ben sapendo che solo da essi avrebbero continuato ad avere protezione.

La storiografia di parte ebraica in argomento è sterminata e tutta convergente nel confermare quale fu, al di là delle leggi razziali, l’azione dei Comandi fascisti in Italia o nei territori occupati dalle Forze Armate italiane.

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L’invenzione dell’INCOLPEVOLE

“L’onnipotenza di Dio, una volta terminati gli eventi, non è in grado di modificarli successivamente, mentre invece possono farlo gli storici mutando la narrazione degli avvenimenti effettivamente accaduti” (Voltaire). La citazione di Voltaire non fa sconti neanche sul caso del beato Simonino, né è riprova la pervicace capziosità con la quale costantemente, si vuol negare… Leggi tutto »

vigile urbano, non troppo urbano

La compagnia ferroviaria Missouri Pacific Railroad aveva deciso di non assumere in servizio persone con precedenti penali, e così un candidato di colore che era stato in prigione, tale Buck Green, era stato respinto dall’ufficio assunzioni. Green aveva immediatamente iniziato una causa, affermando di essere stato bocciato sol perché nero, e l’aveva persa. Aveva allora… Leggi tutto »

sottrazione di minori: rapimenti di Stato?

era il mese di luglio del 2010, quando in seguito ad un articolo di giornale locale che riportava la notizia della sottrazione di un figlio minore alla propria famiglia, iniziai a raccogliere informazioni sull’inquietante fenomeno. A tal proposito, nello stesso periodo presentai un’interrogazione in consiglio comunale a Trento. sottrazione di minori: rapimenti di Stato? In… Leggi tutto »

Guasti della società multietnica

Dopo gli ultimi attentati negli USA (non del tutto chiari) e le immagini della polizia che ha ammanettato un nero, assicurato una corda alle manette, risaliti sui loro cavalli ed accompagnato fino alla prima stazione di polizia, ha suscitato la ormai indignata e scontata levata di scudi dei professionisti del buonismo in salsa “partigiana —Forteto-Bibbiano”… Leggi tutto »

Gli Asini volano.

La calciatrice Sara Gama asserisce che gli incroci ci migliorano. E’ evidente che è una sua -rispettabile- convinzione, suffragata dal suo essere una donna nera nata da madre bianca (una certezza, da l’incrocio tra un bianco e un nero, il carattere recessivo è il bianco, dominante il nero) padre congolese. Ok, Sara tra i tanti… Leggi tutto »

(maschio + maschio) x (femmina + femmina) = 0

Il ventesimo secolo sarà ricordato come il periodo della manipolazione e l’abuso inappropriato del linguaggio. Amore, famiglia, matrimonio sono in testa alla classifica. Etimologia di amore : La parola è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come morale/amorale seguito da MORS che significa… Leggi tutto »

Satana? Preferisco il paradiso!

Christian Bale, l’attore che ha interpretato il ruolo di Batman, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, dove si è svolta la cerimonia di premiazione dei Golden Globes, ritirato il suo premio ha ringraziato satana per averlo ispirato. La soubrette Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston durante il festival di Sanremo ha cantato una parodia della… Leggi tutto »

il pesce ad aprile non è il primo ma il 25!

<L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi: dato che il nostro sicuro Alleato [è] lanciato alla conquista della Russia, vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali> – (Giorgio Napolitano – “BO’ “, Luglio 1941, giornali universitari del GUF di Padova – rivista dei gruppi universitari fascisti IX maggio – libro “Il lungo viaggio attraverso il fascismo” di Ruggero Zangrandi).

Vladimir Ilic Ulianov (Lenin): <essere implacabili in modo esemplare (…). Bisogna incoraggiare il terrore di massa (…). Fucilate senza domandare niente a nessuno e senza stupide lentezze (…). La dittatura è un potere che poggia sulla violenza, e senza vincoli di legge (…)>. Sono solo alcuni estratti della Komsomolskaja Pravda, riportati da Andrea Bonanni, corrispondente a Mosca del Corriere della Sera.

Gli fanno eco I comunisti italiani, nella prima pagina dell’Avanti! del 13 dicembre 1918 (il fascismo non era ancora nato!) si poteva leggere: <Il Partito Socialista si propone come obiettivo l’istituzione della repubblica socialista e la dittatura del proletariato, seguendo l’esempio russo>.

Con citazioni di questo tenore si potrebbe continuare all’infinito, e probabilmente consapevoli d’essere dalla parte dei carnefici, i bolscevichi del duemila per distogliere l’attenzione dall’obiettivo mischiano capre e cavoli, tirando in ballo pseudo fascismi e fascisti post 1945, citando circostanze, situazioni e uomini lontani, inavvicinabili non ascrivibili al fascismo, ma pur di denigrare a tutti i costi ciò che inconfutabilmente non si può infangare, attraverso la delazione e la manipolazione del linguaggio si tirano fuori dal cilindro le losche trame degli anni settanta, con altrettanto loschi e torbidi “personaggi” protagonisti. Nonostante tutto si preferisce omettere chi furono gli assassini di Aldo Moro, ma si preferisce raccontare delle condanne di franco Freda e Giovanni Ventura, però sempre omettendo che per i reati per i quali sono stati condannati in prima istanza, in seguito sono stati definitivamente assolti.

Lo si dovrà dare al caso, ma nella conta dei pseudo fascisti riciclati dalla Repubblica italiana, mancano all’appello tutti i stragisti anarco – comunisti!

<<italiani brava gente>> chiosa il signor Morando! No, in Italia, come in tutto il resto del mondo vi sono brave persone, e persone cattive, ideologie perverse ed ideologie virtuose. Il comunismo è nato perverso ed è maturato carnefice -taluni casi cannibale-, ad esempio i partigiani rossi furono il peggio tra gli italiani. I partigiani rossi, si macchiarono di stragi inenarrabili – e non fu guerra civile come si racconta-, gruppi di sanguinari assassini, cattivi italiani! Sono diversi gli autori che ben documentano le azioni bestiali dei partigiani rossi: il compagno Gianpaolo Pansa, Arrigo Petacco (Ammazzate quel fascista), Gianfranco Stella (“Killer della liberazione” e “Compagno Mitra”).

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preferisco le Bufale agli ASINI

Il signor Francesco Filippi, da qualche tempo è assurto all’onore delle cronache locali e nazionali per aver pubblicato un libro con il quale pretende di far luce sui falsi convincimenti in merito all’operato del governo monarchico fascista, il quale avrebbe prodotto “cose buone”, credenze che definisce e liquida come bufale, sbugiardate e suffragate da sue ricerche, “partendo da fonti legislative”.

Innanzitutto, a tal riguardo il signor Filippi non è per niente originale, in quanto dal 1945 ad oggi, sono stati molti, tanti storici e amici dell’alta finanza che hanno gettato discredito senza riuscirvi sul governo monarchico fascista, rimediando solo figure barbine, causa l’ignoranza e disonestà intellettuale. Nel primo caso -ignoranza- ripropongo il pensiero di Mark Twain: è più facile ingannare la gente che convincere loro che sono stati ingannati; nel secondo -disonestà intellettuale- il convincimento di Antonio Gramsci: Una menzogna in bocca a un comunista è una verità rivoluzionaria.

In entrambi i casi, emerge un approccio privo di qual si voglia virtù.

Lo “storico” di Levico, deve fare i conti con un eccelso storico del Fascismo, il comunista ebreo Renzo De Felice, distorcendo e manipolando la realtà; il nostro liquida la questione come un fraintendimento. E pure, De Felice è stato molto chiaro, lo si capisce senza possibilità di confusione nella citazione che segue: tutto quanto detto e scritto sul fascismo e resistenza è falso perché la sinistra politica ha nascosto tante verità, tanti delitti, tante vergogne partigiane.

Il signor Filippi, come può smentire gli attestati di merito nei confronti del fascismo esternate dall’ebrea comunista Margherita Hack. “Quello che ha ottenuto il fascismo in campo sociale oggi ce lo sogniamo. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un Socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo”. “Le dirò –prosegue la Hack– il fascismo modernizzò il paese. Resta una dittatura, ma anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo“. Marzo 2013 Barricate

Andrea Camilleri: Io, sotto il fascismo, ero più libero di quanto voi lo siete adesso – Festival di Roma 2010

Carlo Lizzani: nel fascismo la cultura non subiva tagli, anzi era valorizzata al massimo dal regime anche con risultati a volte davvero straordinari. Basti pensare alla Mostra del Cinema di Venezia e anche all’attuale Centro Sperimentale di Cinematografia. L’equazione fascismo uguale reazione è sbagliata perché fa pensare a un’impossibilità di recupero e invece i processi messi in moto dal fascismo erano anche di modernizzazione. Per noi ragazzi si aprirono le porte di pubblicazioni come Primato, con Bottai e altri gerarchi che offrivano la possibilità ai giovani di scrivere per le principali riviste. Il Centro sperimentale di cinematografia, un’invenzione fascista, proiettava i film sovietici. Ci sentivamo promossi come nessun’altra generazione prima di noi. Le parole d’ordine erano “largo ai giovani” e “la borghesia la seppelliremo”, mentre i nostri padri venivano da società gerontocratiche, bloccate. I Littoriali erano grandi gare giovanili che davano ai diciottenni l’opportunità di viaggiare, uscire di casa, sentirsi autonomi rispetto alla famiglia e ai canoni borghesi.

Alcide Degasperi: Il fascismo fu sugli inizi un impeto di reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione (…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima – Il Nuovo Trentino del 7 aprile 1921

Enzo Biagi: Mussolini è stato un gigante; considero la sua carriera politica un capolavoro. Se non si fosse avventurato nella guerra al fianco di Hitler, sarebbe morto osannato nel suo letto. Il popolo italiano era soddisfatto di essere governato da lui: un consenso sincero.

Gaetano Salvemini, anti fascista, scrisse: <L’Italia è diventata la Mecca degli studiosi della scienza politica, di economisti, di sociologi, i quali vi si affollano per vedere con i loro occhi com’è organizzato e come funziona lo Stato corporativo fascista >.

Franklin Delano Roosevelt: Mussolini deve passare alla storia come il costruttore di una migliore forma di convivenza fra i popoli.

Winston Churchill: Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l’Italia non aveva mai avuto prima… Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo.

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Buon compleanno vecchio zio Albert

Albert Einstein copione ed imbroglione

Albert Einstein è oggigiorno riverito quale «Padre della Scienza Moderna». La sua faccia rugosa e la sua capigliatura selvaggia sono diventate simbolo di genio scientifico e la ‘sua’ famosa equazione E=mc^2 è utilizzata ripetutamente quale simbolo per qualsiasi cosa di scientifico ed intellettuale. Eppure da anni esiste un numero crescente di prove che questo «Padre della Scienza Moderna» non sia altro che un imbroglione ed un mentitore circa le proprie idee e risultati ed un ladro dei lavori e delle ricerche altrui.

La prova più eclatante a sfavore di Einstein è relativa alla ‘sua’ equazione più celebre. Fa notare un sito web:

«L’equazione E=mc^2, che è da sempre collegata ad Einstein ed alla ‘sua’ teoria delle Relatività, non fu pubblicata in origine da Einstein. Secondo Umberto Bartocci – professore dell’Università di Perugia e storico della matematica -questa famosa equazione fu pubblicata per la prima volta da Olindo De Pretto… due anni prima della pubblicazione da parte di Einstein.

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Alcide Degasperi anti ebreo, acattolico modello e riferimento della Sinistra e catto comunisti

Quando si parla di Alcide Degasperi lo si fa ricordando le doti e virtù che hanno caratterizzato quest’uomo. Non è certa mia intenzione trarre giudizi sullo “Statista di Sardagna”, ma per onor di cronaca mi preme ricordare anche aspetti che inspiegabilmente giornalisti, storici e uomini di “cultura” omettono. Alcide Degasperi e non De Gasperi (non può vantare alcuna nobile discendenza) come erroneamente viene trascritto il suo nome, in alcuni articoli pubblicati in gioventù sul quotidiano “Trentino” mostrano vicinanza alle posizioni di Karl Lueger (il borgomastro di Vienna, cristiano-sociale e anti – giudeo). Ad esempio, si legge: «Noi non siamo contro gli ebrei perché d’altra religione e d’altra razza ma dobbiamo opporci ch’essi coi loro denari mettano il giogo degli schiavi sui cristiani» (1906). Trent’anni dopo, nella rubrica sull’ “Illustrazione Vaticana”, mancano invece parole di condanna contro l’esproprio dei beni degli ebrei austriaci. Alcide Degasperi si espresse positivamente anche sul fascismo, così giustificandolo (Il Nuovo Trentino del 7 aprile 1921): <Il fascismo fu sugli inizi un impeto di reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione (…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima>.

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cameriere e prepotente

La polemica innescata in merito al tatuaggio dello svastica, da l’occasione per ricordare, chiarire alcune questioni su fenomeni storico – politici del secolo 900. Ad esempio sappiamo dal libro: ” DITTATURE: la storia occulta ” D.ssa Antonella Randazzo, che senza i finanziatori dell’alta finanza americana ed inglese Adolf Hitler non sarebbe mai arrivato al potere.… Leggi tutto »

SWASTIKA ROTANTE e RAGGI GAMMA

Marika Poletti neo capo di gabinetto dell’assessore agli enti locali Mattia Gottardi chiamata a giustificarsi per la croce gammata tatuata sulla caviglia. Ma giustificarsi da chi e per cosa? A tal riguardo, dalle pagine di quotidiani locali due nomi in particolare hanno esternato il loro dissenso e preoccupazione, tale signor Alessandro Giacomini ex presidente associazione… Leggi tutto »