Liberators – Massimo Lucioli

Ringrazio Stefano B. per avermi omaggiato il libro Liberators di Massimo Lucioli, pubblicato nell’anno 2026, sullo stesso tema riprende una sua precedente pubblicazione, La Ciociaria e le altre di Massimo Luciolo e Davide Sabatani, che si aggiunge ad altre opere dello stesso genere, alcune delle quali: Le Altre stragi di Giovannone Bartolone, Non solo la “Ciociaria” di Silavano Olmi, Controstoria della Liberazione di Gigi Di Fiore.

 

  • Contrariamente alla versione ufficiale che minimizzava il fenomeno, le violenze sessuali perpetrate dai soldati statunitensi furono numerose e sistematiche.

Nel solo arcipelago di Okinawa, ricerche successive hanno stimato oltre 10.000 casi di stupro commessi dai militari americani durante e dopo la battaglia del 1945.

 

Fenomeni analoghi interessarono le altre isole giapponesi: nella sola prefettura di Kanagawa, tra il 30 agosto e il 15 settembre 1945, furono denunciati oltre 1.300 stupri. Testimonianze dirette, come quelle del corrispondente di guerra Edgar L. Jones, confermano la brutalità diffusa: “Abbiamo ucciso a sangue freddo, distrutto ospedali, bombardato imbarcazioni di salvataggio, maltrattato i civili nemici, scarnificato crani per farne soprammobili da regalare alle nostre amiche”. Pag.7

 

  • (contrariamente a quel che si racconta, l’Italia dal punto di vista dell’armamento era fornitissima per affrontare la Seconda guerra mondiale).
  • In una prima sintesi, il bottino ammontava a: 1.265.660 fucili, 38.383 mitragliatrici, 9.988 pezzi d’artiglieria di vario calibro, 970 carri armati, 15.500 automezzi, 4.553 aeromobili (compresi quelli in manutenzione), oltre a numerose unità navali, tra cui 10 torpediniere e cacciatorpediniere e 51 unità minori. A tali numeri si aggiungevano 123.114 metri cubi di carburante per veicoli, 500.000 capi di vestiario e 67.600 cavalli e muli, oltre a migliaia di tonnellate di munizioni, esplosivi, materiali del genio e prodotti chimici. Il solo Comando germanico del Sud registrò, a titolo di esempio, 40.000 tonnellate di munizionamento, 13.400 tonnellate di esplosivi, 24.500 tonnellate di materiali tecnici e 50.000 tonnellate di apparati vari, per il cui trasferimento al nord furono impiegati 12.034 carri ferroviari, cifra che entro novembre risultò pressoché triplicata. 24

 

  • Giulio Andreotti, riportò nel suo libro Concerto a sei voci, nel quale si domandava: Ma – ed è forse, ora che è finita in Europa la guerra, giunto il momento di veder chiaro in questo – è vero o meno che proprio uomini del Partito d’Azione furono quelli che chiesero durante il 1943 agli Alleati l’intensificazione dei bombardamenti delle città italiane per affrettare gli sviluppi della situazione?

 

  • Non si può tacere che nel corso delle 865.000 missioni operative condotte dalle forze aeree anglo-americane sull’Italia, le vittime civili furono circa 70.000. 50

 

  • Tuttavia, secondo un rapporto britannico dello Special Investigation Branch (SIB), denominato Exhibit UK-66 e dedicato alle rappresaglie tedesche per attività partigiana in Italia, dal titolo “German Reprisals for Partisan Activity in Italy”, il numero effettivo delle vittime risulterebbe sensibilmente inferiore, attestandosi attorno alle 7.500. Una discrepanza, questa, che merita comunque di essere valutata in ambito storico con particolare attenzione. 51

 

  • I soldati americani bianchi causarono 113 omicidi, 379 ferimenti e oltre 500 episodi di violenza e risse, oltre a più di 1.100 incidenti automobilistici con feriti e 17 violenze carnali consumate.

 

Anche i soldati americani di colore furono responsabili di decine di omicidi e aggressioni, con 18 violenze sessuali consumate e 27 tentate.

 

Le truppe britanniche registrarono numeri simili. I soldati bianchi provocarono 73 omicidi, 263 ferimenti e quasi 2.600 tra furti, aggressioni e incidenti stradali; quelli di colore furono coinvolti in 5 omicidi, 36 ferimenti e 10 violenze sessuali consumate.

 

Le truppe francesi si distinsero per la netta differenza tra bianchi e di colore: i primi causarono 19 omicidi e 6 violenze sessuali, mentre i soldati francesi di colore furono responsabili di 125 omicidi, migliaia di furti e risse, e ben 1.935 violenze sessuali consumate.

 

Anche i contingenti brasiliani, indiani, canadesi, polacchi, greci e neo-zelandesi furono responsabili di violenze, con decine di omicidi, centinaia di ferimenti e aggressioni, e numerosi incidenti stradali e violenze carnali.

 

Tra i militari Alleati di nazionalità non identificata si registrarono 111 omicidi, 477 ferimenti, oltre 1.900 furti e più di 3.500 tra incidenti automobilistici e violenze carnali. Pag.123

 

  • Dei 152 processati per stupro, 139 erano soldati neri, spesso utilizzati come capri espiatori in corti marziali frettolose e poco giuste.

La razzializzazione della giustizia, unita a pregiudizi e all’insicurezza delle vittime, resero i processi profondamente imperfetti.

Alcune donne persino mentirono su aggressioni subite per ottenere denaro, mentre altre accusarono soldati neri per timore o razzismo.

 

  • Tutto ciò accadde in un paese, la Francia, che degli Stati Uniti era un alleato, fatto questo che rende ancor più inquietante l’idea di come molti soldati americani si stavano, e sì poi sarebbero comportati nei confronti delle popolazioni appartenenti alle nazioni sconfitte.

 

In totale, la professoressa Roberts stima che circa 14.000 donne siano state violentate dai soldati americani nell’Europa occidentale tra il 1942 e il 1945.

  • Secondo Miriam Gebhardt invece, nel suo Crimen Unspoken. The rape of German Women at the end of Second World War (Polity, 2020), il numero degli stupri Alleati – dove per Alleati si indicano solo gli occidentali, quindi americani, britannici e francesi – ammontano a 190.000. 147-148

 

  • Molte di queste donne non sopravvissero, così come i loro congiunti intervenuti nel tentativo di difenderle. L’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (ANVM) stima un numero di 20.000-60.000 donne stuprate, arrivando a 180.000 atti criminali in totale, considerando episodi di violenza carnale multipli sulla stessa persona. Alcune stime giornalistiche parlano di 300.000 atti di violenza tra donne, uomini e bambini, sebbene tali cifre siano probabilmente esagerate e comunque difficili da verificare. Al di là dei numeri, che è, e sarà impossibile determinare con certezza, riteniamo assi vicino al vero il numero stimato dell’ANVM di 20.000-60.000 donne e uomini che subirono violenze e stupri; tale numero per altro è lo stesso che venne ipotizzato dall’Onorevole Maddalena Rossi nella seduta parlamentare notturna del 7 aprile del 1952. La stessa cifra stimata di 60.000 casi fu fornita negli anni ’60 dall’Associazione Nazionale Vittime di Guerra (ANVG), e dall’Onorevole monarchico Osvaldo Covelli. 152

 

  • Quando la Seconda guerra mondiale fini, l’Italia era davvero un Paese in ginocchio. Oltre 300.000 morti, 591.000 prigionieri sparsi ai quattro angoli del mondo, oltre 130.000 dispersi e migliaia di bambini orfani o mutilati raccontavano il prezzo umano del conflitto. 268