Chi volle la II° guerra mondiale?

Troppo spesso si sente dire che il passato è il passato e che bisogna guardare avanti; pensiero condivisibile con il quale si può essere d’accordo, ma se un passato specifico, vedi il fascismo viene usato per irretire, ammutolire, eliminare tutti coloro che vanno contro il potere costituito, diventa necessario, vitale, una volta per tutte fare… Leggi tutto »

OPERAZIONE BARBAROSSA 22 GIUGNO 1941, POSSIBILE EVITARLA?

Lenin ammise di “aver collocato la dittatura mondiale del proletariato e la rivoluzione mondiale al di sopra di ogni vittima nazionale” (Relazione del CC all’VIII° congresso del Partito Comunista Russo dei bolscevichi). Dando seguito al pensiero di Lenin, nel 1924 venne creata l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche: l’URSS. La dichiarazione istitutiva dell’URSS proclamava che l’URSS… Leggi tutto »

LIRA O EURO, L’IMPORTANTE CHE L’EMISSIONE SIA DELLO STATO

Oggi più che mai, con l’avanzare della crisi economica e il conseguente impoverimento degli italiani, per tornare a condizione economiche dignitose si fa sempre più strada l’idea, che la soluzione al problema è il ritorno alla moneta lira dalla moneta euro. In parte, la maggioranza delle persone, ha percepito che la capitolazione economica è determinata dall’utilizzo che se ne fa della carta moneta, però i più non hanno compreso il meccanismo che disciplina e regolamentazione il conio e la stampa dei “soldi”. I soldi vengono creati da Banche private, oggi l’Euro dalla BCE, ieri la Lira dalla Banca d’Italia privata. Questo è l’inghippo, l’anomalia monetaria, non se europea o nazionale, no se Euro o Lira, ma le Banche private. Dunque è necessario, che sia essa la Lira o l’Euro, che siano Banche dello Stato a stampare soldi, così come sotto spiegato.

Dopo l’unità d’Italia, nel 1863 la lira carta non poté più essere cambiata in oro. Oltre ai conseguenti danni per il risparmio di tutte le popolazioni della penisola, da qui incominciò a nascere il «Debito Pubblico»: lo Stato, in pratica, per finanziarsi iniziò a chiedere carta moneta ad una banca privata (qual è la Banca d’Italia). Lo Stato, quindi, a causa del «genio» di Cavour e soci, cedette da allora la sua sovranità in campo monetario affidandola a dei privati, che non ne hanno alcun titolo (la sovranità per sua natura non è cedibile perché è del popolo e dello Stato che lo rappresenta). Settant’anni più tardi si cercò di porre rimedio alle scelte bancarie capestro operate dagli statisti risorgimentali. Nel gennaio del 1933, un regio decreto creò l’Istituto di Ricostruzione Industriale (IRI), con Beneduce alla presidenza e direttore generale Donato Menichella (1896-1984, ex-Bankitalia). Il 13 aprile 1934, le tre grandi banche trasferirono all’IRI l’intero loro patrimonio di partecipazioni industriali. L’IRI si trovò così a detenere il controllo del 94% di Comit e del Banco di Roma, nonché del 78% di Credito Italiano . In cambio dello sgravio dell’immane massa di crediti irrealizzabili – i titoli tossici di allora – i banchieri privati dovettero impegnarsi per iscritto a fare «investimenti di pronta liquidità, escluso ogni immobilizzo di carattere industriale, anche sotto forma di partecipazioni azionarie». Questa la disposizione della legge Glass-Steagal, finalizzata alla separazione del credito ordinario da quello della banca d’affari. I grandi privati si dimostrarono pronti a riprendersi le aziende “irizzate” risanate dalla gestione Beneduce-Menichella.

Nell’assegno in bianco – conosciuto come Armistizio Lungo – accettato, firmato il 29 settembre del 1943 dal maresciallo Badoglio per il Regno d’Italia, l’art. 33 è il più significativo, perché di fatto pretende l’abrogazione della sovranità monetaria. ”Il Governo italiano adempirà le istruzioni che le Nazioni Unite potranno impartire riguardo alla restituzione, consegna, servizi o pagamenti quale indennizzo (payments by reparation of war) e pagamento delle spese di occupazione”. Di conseguenza, nel 1945, persa la guerra, gli Americani richiesero l’abolizione dell’IRI e la sua privatizzazione, nell’intento di comprare le banche con i depositi trovati nelle banche stesse. La depredazione fu tuttavia rimandata a tempi migliori e a migliori “padri della patria”: Carlo A. Ciampi, Romano Prodi e Mario Draghi.

Nel 1981, il ministro del Tesoro, Nino Andreatta, firma un accordo con il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azelio Ciampi, in base al quale si sancisce il diritto del nostro Istituto di Emissione a non sottoscrivere i titoli emessi dalla Stato italiano, obbligando il governo a darli in pasto al vorace mercato finanziario internazionale (in particolare Wall Street). Grazie a tale accordo la Banca d’Italia non può più essere il “prestatore di ultima istanza” dello Stato, cosicché il debito pubblico italiano dal 1981 è salito dal 57% del PIL all’attuale 134,8% (2018).

Leggi tutto

Meglio la Monarchia o la Repubblica?

Meglio la Monarchia o la repubblica? Purtroppo, tra gli italiani l’istituzione monarchica non gode di particolari simpatie, riluttanza che serpeggia anche in ambienti conservatori, dovuto al convincimento che Vittorio Emanuele III abbia tradito Mussolini. Ma in quel febbrile fine luglio del 1943 il Re tradì davvero Mussolini o lo salvò dalla congiura assassina da parte dei vertici militari?

Nella giornata del 2 e nella mattinata del 3 giugno 1946 si tenne in Italia il Referendum per scegliere la forma istituzionale dello Stato, cioè tra Repubblica e Monarchia.

Sconfitto il fascismo, ora bisognava cacciare la monarchia (una vendetta dovuta all’opposizione del Re contro la congiura ordita contro Mussolini?), e non sembrava facile farlo, in quanto la maggioranza degli italiani era attaccata alla vecchia istituzione.

Le settimane precedenti alla consultazioni si svolsero tra tensioni e incidenti gravissimi: il ministro dell’Interno, il socialista Giuseppe Romita, trovandosi a corto di uomini per le forze dell’ordine, pensò di inquadrare nella polizia ausiliari provenienti dalle bande partigiane comuniste del nord, i quali trattavano la popolazione, soprattutto quella del Sud, come un nemico. Furono soprannominate dal popolo “le guardie rosse di Romita”. 2 giugno 1946: Nenni disse “o repubblica o il caos”; gli fece eco il ministro comunista delle Finanze Scoccimarro in un comizio, che in caso di vittoria della monarchia a referendum i comunisti avrebbero scatenato la lotta armata; e tutto mentre Pertini chiedeva la fucilazione di re Umberto di Savoia.

Leggi tutto

25 aprile, giorno della liberazione. Un frutto marcio che cascherà naturalmente.

Dall’unità d’Italia -1861- i cittadini aventi diritto al voto erano il 2%; nel 1882 il 6,9%, nel 1912 il 9,4%, nel 1919 il 34%. «Il fascismo ha distrutto la democrazia». Quale democrazia? La vecchia, corrotta e massonica Italia ottocentesca, riemersa in blocco, con gli stessi difetti e più o meno con gli stessi uomini, nel dopoguerra. Unità d’Italia voluta e pianificata a tavolino dall’aristocrazia e borghesia massonica britannica, la stessa che in considerazione degli storici rapporti tra Corona britannica e i Savoia, suggerirono, accompagnarono ed imposero il regime politico in grado di garantire la solidità del governo d’Italia. La condizione necessaria ad ottenere il consenso inglese sarebbe stata espressa, formulando l’auspicio che il Capo dell’Esecutivo, posta alla guida del nostro Paese, potesse attribuirsi facoltà decisionali, non compromesse non ritardate dal complesso iter legislativo del nostro Paese, spesso impercorribile, a causa delle eterne discordie in casa socialista e dei minacciosi propositi del neo Partito Comunista Italiano. Il che sarebbe avvenuto nella prospettiva che una rapida attuazione del programma politico italiano, avrebbe permesso all’Italia di svolgere fra l’altro il ruolo di “garante” degli interessi britannici nel Mediterraneo. Fra quest’ultimi, si annoverano i vantaggi derivanti dall’influenza che Londra avrebbe inteso esercitare sull’economia italiana, dipendente, come noto, dalla disponibilità dell’altrui petrolio. La scelta del leader idoneo alla guida dell’Italia doveva dunque essere subordinata alle esigenze delle Compagnie petrolifere inglesi, propense a sostenere la candidatura di un Capo del governo italiano che diventasse anche un loro buon cliente, guadagnando l’autorità sufficiente a privilegiare le forniture all’Italia del petrolio britannico. Tale pretesa che, negli auspici di Londra, permetteva di prevedere una buona penetrazione del mercato italiano dei prodotti petroliferi inglesi, avrebbe suggerito a Londra di adottare la prassi diplomatica d’oltremanica, non certo incline a scoraggiare eventuali svolte totalitarie nella conduzione politica del nostro Paese, qualora risultassero utili al consolidamento e allo sviluppo del rapporto commerciale anglo – italiano. Londra si sarebbe dunque espressa in favore della candidatura di un leader italiano, corrispondente al modello richiesto dalla ragion politica inglese. Secondo i calcoli britannici, il Capo del governo posto alla guida dell’Italia avrebbe dunque potuto assumere orientamenti totalitari, non tanto per risolvere i problemi interni, quanto per non porsi in contrasto con gli interessi inglesi. Questo significava, fra l’altro, che nell’ipotesi in cui gli interessi italiani fossero stati divergenti da quelli inglesi, la diplomazia britannica, tradizionalmente rappresentativa della democrazia parlamentare, avrebbe facilmente ravvisato gli estremi di una condotta antidemocratica del governo italiano, legittimo motivo di condanna sul piano politico. Si sarebbe così appreso (grazie anche al pensiero di Guy Debord, felicemente espresso nel suo indimenticato “la società dello spettacolo” in cui l’autore sostiene che: la democrazia non vive tanto dei propri meriti, ma sopravvive in virtù dei propri nemici) che una certa tecnica dei regimi democratici si sarebbe a tal punto perfezionata da ritenere indispensabile alla sopravvivenza della democrazia la creazione di un suo antagonista. In altri termini, i regimi democratici, o sedicenti tali, avrebbero spesso favorito la costituzione delle dittature laddove le ritenessero confacenti ai loro interessi politici ed economici, perché ogni azione da essi intrapresa per tutelare questi stessi interessi o ripristinarli, quando fossero stati lesi o rischiassero di essere compromessi, sarebbe stata democraticamente giustificata e magari degna del plauso popolare. Il leader considerato idoneo a guidare l’Italia, forse inconsapevole di essere stato prescelto fin dal 1914, avrebbe guadagnato popolarità grazie alle sue doti di comunicatore e ai mezzi finanziari messi a sua disposizione da Londra. L’illusione di poter agire nell’esclusivo interesse del popolo italiano e per il bene dell’Italia sarebbe stata fin troppo evidente in quella sorta di inedito vangelo, politico, culturale e forse anche religioso, che questo leader avrebbe concepito e redatto per darlo in uso alle italiche genti, proponendosi, forse con eccessiva presunzione, ideologo e profeta di una rinascita nazionale, le cui vie si sarebbero più tardi confuse tra i sinistri bagliori della guerra. A fare di costui un colpevole di turno avrebbero in larga misura contribuito tutti gli italiani che lo seguirono per poi ritenerlo responsabile della loro delusione. Non giovandogli certamente, nel bilancio della sua opera complessiva, l’imperdonabile errore di avere contratto un debito perpetuo con i Servizi Segreti inglesi.

Leggi tutto

BANCHE CENTRALI, SONO TUTTE PRIVATE

Quando sentite parlare di BANCHE CENTRALI, ad esempio BCE, sappiate che sono private. Elenco degli azionisti di Bankitalia, BCE e Federal Reserve. AZIONISTI BANKITALIA: – GRUPPO INTESA 27,2 % – GRUPPO SAN PAOLO 17,23 % – GRUPPO CAPITALIA 11,15 % – GRUPPO UNICREDITO 10,97 % – ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 % – INPS 5,0 % [da… Leggi tutto »

L’altra MEMORIA

Disse Claude Ferrere, a proposito dell’uccisione di Benito Mussolini e dell’animalesco ludibrio di Piazzale Loreto, che «Alcuni italiani si sono vendicati di un Capo troppo grande per loro, le cui stesse benemerenze apparivano troppo gravose. E tutti i governanti d’Europa, anche se non osarono approvare apertamente, gioirono in segreto. Dinanzi a quell’uomo erano afflitti da un complesso di inferiorità insopportabile, come era accaduto tempo prima con Napoleone. Duemila anni prima per le stesse ragioni era stato ucciso Giulio Cesare».

Leggi razziali 1938

È la storiografia di parte israeliana che conferma quanto di seguito riportato. Basterebbe leggere la requisitoria del Procuratore Generale di Tel Aviv al processo contro Adolf Eichman nel 1960, o quel bel libro di Shelah Menachem significativamente intitolato: «Un debito di riconoscenza», e comunque scorrere tutta la letteratura storica israeliana o di altri Autori ebrei di altri Paesi per trovare conferma di tale dato inoppugnabile della verità.

È significativa l’espressione quasi plastica dello storico ebreo Léon Poliakov il quale nei suoi studi parla di quel famoso “schermo” o “scudo protettore” che immediatamente veniva calato a difesa degli ebrei in ogni luogo dove giungevano le Forze Armate italiane il cui primo provvedimento era quello della dichiarazione di inefficacia di ogni decisione tedesca adottata in pregiudizio degli ebrei.

Lo stesso Giorgio Bocca, nel suo libro « Il filo nero », riferisce che in Francia (dove lui era in servizio militare con il grado di Sottotenente) quando le Forze Armate italiane iniziavano a ritirarsi dai territori occupati, avevano al seguito una quantità indicibile di ebrei francesi che volontariamente seguivano i Militari italiani ben sapendo che solo da essi avrebbero continuato ad avere protezione.

La storiografia di parte ebraica in argomento è sterminata e tutta convergente nel confermare quale fu, al di là delle leggi razziali, l’azione dei Comandi fascisti in Italia o nei territori occupati dalle Forze Armate italiane.

Leggi tutto

L’invenzione dell’INCOLPEVOLE

“L’onnipotenza di Dio, una volta terminati gli eventi, non è in grado di modificarli successivamente, mentre invece possono farlo gli storici mutando la narrazione degli avvenimenti effettivamente accaduti” (Voltaire). La citazione di Voltaire non fa sconti neanche sul caso del beato Simonino, né è riprova la pervicace capziosità con la quale costantemente, si vuol negare… Leggi tutto »

vigile urbano, non troppo urbano

La compagnia ferroviaria Missouri Pacific Railroad aveva deciso di non assumere in servizio persone con precedenti penali, e così un candidato di colore che era stato in prigione, tale Buck Green, era stato respinto dall’ufficio assunzioni. Green aveva immediatamente iniziato una causa, affermando di essere stato bocciato sol perché nero, e l’aveva persa. Aveva allora… Leggi tutto »

sottrazione di minori: rapimenti di Stato?

era il mese di luglio del 2010, quando in seguito ad un articolo di giornale locale che riportava la notizia della sottrazione di un figlio minore alla propria famiglia, iniziai a raccogliere informazioni sull’inquietante fenomeno. A tal proposito, nello stesso periodo presentai un’interrogazione in consiglio comunale a Trento. sottrazione di minori: rapimenti di Stato? In… Leggi tutto »

Guasti della società multietnica

Dopo gli ultimi attentati negli USA (non del tutto chiari) e le immagini della polizia che ha ammanettato un nero, assicurato una corda alle manette, risaliti sui loro cavalli ed accompagnato fino alla prima stazione di polizia, ha suscitato la ormai indignata e scontata levata di scudi dei professionisti del buonismo in salsa “partigiana —Forteto-Bibbiano”… Leggi tutto »

Gli Asini volano.

La calciatrice Sara Gama asserisce che gli incroci ci migliorano. E’ evidente che è una sua -rispettabile- convinzione, suffragata dal suo essere una donna nera nata da madre bianca (una certezza, da l’incrocio tra un bianco e un nero, il carattere recessivo è il bianco, dominante il nero) padre congolese. Ok, Sara tra i tanti… Leggi tutto »

(maschio + maschio) x (femmina + femmina) = 0

Il ventesimo secolo sarà ricordato come il periodo della manipolazione e l’abuso inappropriato del linguaggio. Amore, famiglia, matrimonio sono in testa alla classifica. Etimologia di amore : La parola è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come morale/amorale seguito da MORS che significa… Leggi tutto »

Satana? Preferisco il paradiso!

Christian Bale, l’attore che ha interpretato il ruolo di Batman, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, dove si è svolta la cerimonia di premiazione dei Golden Globes, ritirato il suo premio ha ringraziato satana per averlo ispirato. La soubrette Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston durante il festival di Sanremo ha cantato una parodia della… Leggi tutto »

il pesce ad aprile non è il primo ma il 25!

<L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi: dato che il nostro sicuro Alleato [è] lanciato alla conquista della Russia, vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali> – (Giorgio Napolitano – “BO’ “, Luglio 1941, giornali universitari del GUF di Padova – rivista dei gruppi universitari fascisti IX maggio – libro “Il lungo viaggio attraverso il fascismo” di Ruggero Zangrandi).

Vladimir Ilic Ulianov (Lenin): <essere implacabili in modo esemplare (…). Bisogna incoraggiare il terrore di massa (…). Fucilate senza domandare niente a nessuno e senza stupide lentezze (…). La dittatura è un potere che poggia sulla violenza, e senza vincoli di legge (…)>. Sono solo alcuni estratti della Komsomolskaja Pravda, riportati da Andrea Bonanni, corrispondente a Mosca del Corriere della Sera.

Gli fanno eco I comunisti italiani, nella prima pagina dell’Avanti! del 13 dicembre 1918 (il fascismo non era ancora nato!) si poteva leggere: <Il Partito Socialista si propone come obiettivo l’istituzione della repubblica socialista e la dittatura del proletariato, seguendo l’esempio russo>.

Con citazioni di questo tenore si potrebbe continuare all’infinito, e probabilmente consapevoli d’essere dalla parte dei carnefici, i bolscevichi del duemila per distogliere l’attenzione dall’obiettivo mischiano capre e cavoli, tirando in ballo pseudo fascismi e fascisti post 1945, citando circostanze, situazioni e uomini lontani, inavvicinabili non ascrivibili al fascismo, ma pur di denigrare a tutti i costi ciò che inconfutabilmente non si può infangare, attraverso la delazione e la manipolazione del linguaggio si tirano fuori dal cilindro le losche trame degli anni settanta, con altrettanto loschi e torbidi “personaggi” protagonisti. Nonostante tutto si preferisce omettere chi furono gli assassini di Aldo Moro, ma si preferisce raccontare delle condanne di franco Freda e Giovanni Ventura, però sempre omettendo che per i reati per i quali sono stati condannati in prima istanza, in seguito sono stati definitivamente assolti.

Lo si dovrà dare al caso, ma nella conta dei pseudo fascisti riciclati dalla Repubblica italiana, mancano all’appello tutti i stragisti anarco – comunisti!

<<italiani brava gente>> chiosa il signor Morando! No, in Italia, come in tutto il resto del mondo vi sono brave persone, e persone cattive, ideologie perverse ed ideologie virtuose. Il comunismo è nato perverso ed è maturato carnefice -taluni casi cannibale-, ad esempio i partigiani rossi furono il peggio tra gli italiani. I partigiani rossi, si macchiarono di stragi inenarrabili – e non fu guerra civile come si racconta-, gruppi di sanguinari assassini, cattivi italiani! Sono diversi gli autori che ben documentano le azioni bestiali dei partigiani rossi: il compagno Gianpaolo Pansa, Arrigo Petacco (Ammazzate quel fascista), Gianfranco Stella (“Killer della liberazione” e “Compagno Mitra”).

Leggi tutto

preferisco le Bufale agli ASINI

Il signor Francesco Filippi, da qualche tempo è assurto all’onore delle cronache locali e nazionali per aver pubblicato un libro con il quale pretende di far luce sui falsi convincimenti in merito all’operato del governo monarchico fascista, il quale avrebbe prodotto “cose buone”, credenze che definisce e liquida come bufale, sbugiardate e suffragate da sue ricerche, “partendo da fonti legislative”.

Innanzitutto, a tal riguardo il signor Filippi non è per niente originale, in quanto dal 1945 ad oggi, sono stati molti, tanti storici e amici dell’alta finanza che hanno gettato discredito senza riuscirvi sul governo monarchico fascista, rimediando solo figure barbine, causa l’ignoranza e disonestà intellettuale. Nel primo caso -ignoranza- ripropongo il pensiero di Mark Twain: è più facile ingannare la gente che convincere loro che sono stati ingannati; nel secondo -disonestà intellettuale- il convincimento di Antonio Gramsci: Una menzogna in bocca a un comunista è una verità rivoluzionaria.

In entrambi i casi, emerge un approccio privo di qual si voglia virtù.

Lo “storico” di Levico, deve fare i conti con un eccelso storico del Fascismo, il comunista ebreo Renzo De Felice, distorcendo e manipolando la realtà; il nostro liquida la questione come un fraintendimento. E pure, De Felice è stato molto chiaro, lo si capisce senza possibilità di confusione nella citazione che segue: tutto quanto detto e scritto sul fascismo e resistenza è falso perché la sinistra politica ha nascosto tante verità, tanti delitti, tante vergogne partigiane.

Il signor Filippi, come può smentire gli attestati di merito nei confronti del fascismo esternate dall’ebrea comunista Margherita Hack. “Quello che ha ottenuto il fascismo in campo sociale oggi ce lo sogniamo. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un Socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo”. “Le dirò –prosegue la Hack– il fascismo modernizzò il paese. Resta una dittatura, ma anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo“. Marzo 2013 Barricate

Andrea Camilleri: Io, sotto il fascismo, ero più libero di quanto voi lo siete adesso – Festival di Roma 2010

Carlo Lizzani: nel fascismo la cultura non subiva tagli, anzi era valorizzata al massimo dal regime anche con risultati a volte davvero straordinari. Basti pensare alla Mostra del Cinema di Venezia e anche all’attuale Centro Sperimentale di Cinematografia. L’equazione fascismo uguale reazione è sbagliata perché fa pensare a un’impossibilità di recupero e invece i processi messi in moto dal fascismo erano anche di modernizzazione. Per noi ragazzi si aprirono le porte di pubblicazioni come Primato, con Bottai e altri gerarchi che offrivano la possibilità ai giovani di scrivere per le principali riviste. Il Centro sperimentale di cinematografia, un’invenzione fascista, proiettava i film sovietici. Ci sentivamo promossi come nessun’altra generazione prima di noi. Le parole d’ordine erano “largo ai giovani” e “la borghesia la seppelliremo”, mentre i nostri padri venivano da società gerontocratiche, bloccate. I Littoriali erano grandi gare giovanili che davano ai diciottenni l’opportunità di viaggiare, uscire di casa, sentirsi autonomi rispetto alla famiglia e ai canoni borghesi.

Alcide Degasperi: Il fascismo fu sugli inizi un impeto di reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione (…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima – Il Nuovo Trentino del 7 aprile 1921

Enzo Biagi: Mussolini è stato un gigante; considero la sua carriera politica un capolavoro. Se non si fosse avventurato nella guerra al fianco di Hitler, sarebbe morto osannato nel suo letto. Il popolo italiano era soddisfatto di essere governato da lui: un consenso sincero.

Gaetano Salvemini, anti fascista, scrisse: <L’Italia è diventata la Mecca degli studiosi della scienza politica, di economisti, di sociologi, i quali vi si affollano per vedere con i loro occhi com’è organizzato e come funziona lo Stato corporativo fascista >.

Franklin Delano Roosevelt: Mussolini deve passare alla storia come il costruttore di una migliore forma di convivenza fra i popoli.

Winston Churchill: Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l’Italia non aveva mai avuto prima… Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo.

Leggi tutto